10 giugno 1934: il primo mondiale

10 giugno 1934: si chiamava Rimet, era il Mondiale.

La seconda edizione si tenne in Italia. Si giocava a Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Trieste, Torino e naturalmente nella Roma prossima ad essere imperiale. 16 squadre, 3 continenti con la new entry Africa (Egitto).

Doveva essere una passerella fascista, e così fu, ma resta il fatto che quell’Italia era veramente la più forte, come confermò il quadriennio successivo (Olimpiadi e Mondiale).

Non fu comunque una passeggiata ad eliminazione diretta. A parte gli Stati Uniti, giovani studenti in vacanza, il cammino fu complicato. Prima la Spagna, superata nella partita di ripetizione 1 a 0, dopo un 1 a 1 in cui molti videro il pareggio italiano frutto di una furbata fallosa di Meazza. Poi l’Austria (1 a 0), anche qui con un presunto disturbo di Meazza al portiere.

Anche la finale si risolse ai supplementari, con la Cecoslovacchia raggiunta negli ultimi 5 minuti e poi superata.

Dalla Francia si sussurrò di influenze del regime per garantire la vittoria, da Roma si smentì. Poi i fatti, 4 anni dopo dimostrarono che la superiorità tecnica era evidente, con il bis italiano. Nel mezzo, le olimpiadi

Resta dunque solo il fatto che quell’Italia, guidata dall’alpino Pozzo, era veramente forte, con un fuoriclasse in mezzo dal nome di Giuseppe Meazza, bello e innarrestabile, viziato e geniale, atleta pieno di milanesità che per anni e anni incarnò la figura del primo divo calcistico della storia Italiana.

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