SEVESO – Ancora Campioni d’Italia, lo scudetto resta alla UnipolSai, il terzo consecutivo, è storia. In quasi 35 anni di vita, mai il club di Alfredo Marson aveva collezionato tre titoli in fila. Uno dei tanti record di una squadra che, seppure attraversata da cambiamenti, negli ultimi sei anni ha saputo costruire un gruppo vincente, mai affidato a singoli protagonisti o meteore. La forza di una squadra che, oltre ai dieci leoni in campo, trova fondamento in uno staff di grandi professionisti. Questo il segreto di un tricolore che a inizio stagione non era per nulla scontato e ha dovuto percorrere un sentiero impervio prima di essere issato al cielo. Grandissimo onore per l’Amicacci Giulianova che, alla sua prima apparizione in una finale, ha tenuto testa per due straordinarie partite ai canturini, sfiorando l’impresa di portarli a gara3. Non sono bastati i tempi regolamentari, finiti per merito dei giuliesi sul punteggio di 59-59. Nell’overtime, però, la forza dei biancoblù è esplosa con autorevolezza, assegnando senza appello il titolo italiano alla UnipolSai per 76-71.

“Questo è forse il tricolore più bello vinto sul campo – ha ammesso un emozionato Marco Bergna -. Sono state due partite molto dure, con questa seconda sicuramente più tosta perché giocare in casa di Giulianova non è mai facile. Sul +10 alla fine abbiamo creduto di aver messo al sicuro il risultato ma i nostri avversari sono stati bravi a crederci fino alla fine e trascinarci ai supplementari. La nostra bravura è venuta fuori a questo punto: non ci siamo arresi, anzi abbiamo ripreso a lavorare con pazienza e con grinta, senza perdere la testa. È il leit motiv di tutta questa stagione: abbiamo avuto alti e bassi, momenti difficili contro Santo Stefano prima, poi con il Santa Lucia e infine contro una Giulianova davvero tosta. In questa partita è stato decisivo il break di 6-0 in avvio di overtime, come se la squadra fosse rinata e stesse iniziando in quel momento la sua finale. Anima e tanto cuore, un grande plauso a tutti loro lo straordinario lavoro svolto in questa lunga e difficile stagione”.

“Che emozione questa squadra – sono le prime parole di un sudatissimo Alfredo Marson -, con questi ragazzi abbiamo imparato a stare sulle montagne russe, vivendo i momenti elettrizzanti e altri molto duri. Sono i segni di una crescita, con tutte le difficoltà che questo comporta. Per diventare campioni bisogna attraversare tutto questo maremoto, senza sconti. La mia squadra ha dimostrato che voleva combattere sempre, sono orgoglioso di ciascuno di loro. Ora ci manca solo una grande festa con tutti i nostri tifosi, che purtroppo hanno potuto seguirci in televisione. Sono certo che ci fossero migliaia di persone incollate su Rai Sport, mi basta guardare il telefonino per capire che questo scudetto è stato visto, sudato e goduto da un sacco di persone. A tutti loro dico: tenetevi pronti perché ora porteremo il nostro tricolore a casa per farvelo sollevare”.

Apre Simone De Maggi (2-0), aggancia Alberto Esteche sul 2 pari. Non concretissimo l’attacco della UnipolSai, che appare in difficoltà dal pitturato fino al canestro di Adolfo Berdun a 6’53” (2-4). Per fortuna poco splendore anche sul fronte Deco, punita al tiro e costretta a subire l’asfissiante difesa biancoblù. Allunga la UnipolSai sul 2-6 a 4’ dalla sirena, poi è Galliano Marchionni a sbloccare il silenzio dei suoi (4-6). Berdun per il +4 Cantù (4-8) a 1’ dallo scadere. Cambio UnipolSai, fuori Sagar e Papi, dentro Carossino e Geninazzi: nel finale la scena è tutta di Kim che riesce a mettere la pezza sul 6-8.

Il secondo periodo si apre con Carossino per il 6-10, risponde Marchionni (8-10), poi ancora Carossino (8-12). Macek per il rinnovato -2 Amicacci (10-12), dalla lunetta prova a riallungare la casacca numero 22 della UnipolSai (10-14). Dalla distanza accorcia Macek sul 13-14, aggancia Marchionni dalla linea di carità su fallo di Francesco Santorelli. Cerca l’allungo la UnipolSai, con Santorelli ed Esteche a ricostruire un vantaggio sul 14-18. Si apre sempre ai tiri liberi il recupero senza fiato della Deco: 5’23” sul cronometro, prima Macek (15-18) e poi Kim per il 17-18. Preludio di un break pesantissimo di 9-0 firmato in gran parte da Macek (5 punti), che prova a mettersi la UnipolSai alle spalle (23-18) e cerca di piegare l’inerzia di questa intensa gara2. Rompe il silenzio Sagar (23-20), poi Marchionni per il massimo vantaggio Amicacci (25-20). Ma la UnipolSai non sta a guardare i suoi rivali fuggire via: un granitico Geninazzi, un dirompente Esteche e il solito Berdun riprendono con pazienza il bandolo della matassa e restituiscono il favore con un parziale di 8-0 che si prende tutto il finale di quarto portando la UnipolSai sul 25-28 alla pausa lunga.

La deflagrazione che sembra decidere il match: doppia tripla di Berdun in apertura di quarto per il +9 Cantù (25-34), massimo vantaggio biancoblù fino a questo momento. Accorcia la Deco con Marchionni dal pitturato e De Maggi dalla lunetta (27-34). Magia di Raourahi sotto canestro, assist a Berdun che piazza la terza bomba personale in questi primi 5’ e porta i suoi sul 27-37. Rientra pericolosa la Deco – break di 6-0 firmato De Maggi e Sandrella per il 33-37. Papi dalla lunetta (33-39), Raourahi con le solite acrobazie in area per il 33-41 UnipolSai. Accorcia De Maggi dalla linea di carità (35-41), ritorna avanti Sagar sul +8 (35-43). Papi per il +10 biancoblù a 1’30” dalla sirena, la Deco risponde dalla distanza con la tripla di Macek per il 38-45. Rimbalzo difensivo di Papi, riparte la UnipolSai a tutto campo, assist Raourahi per Papi ed è di nuovo +9 Cantù (38-47) con 10’ da giocare.

Botta e risposta Papi-Macek (40-49), dalla lunetta è Berdun a portare i suoi sul +10 (40-50). 2/2 ai liberi per Macek (42-50), il gioco da 3 di Kim (canestro e libero) rimette la Deco pericolosa sul -5 a 8’ dalla sirena. Ancora Kim a segno (48-50), poi De Maggi (50-50) a comporre un pericolosissimo break di 10-0 che riporta la Deco all’aggancio con 6’35” da giocare. Un battaglia italo-argentina: Esteche (50-52), risponde De Maggi col 52 pari, allunga di nuovo Berdun sul +2 a 3’08” dalla sirena (54-52). De Maggi (54-54), ancora Berdun (54-56). Ultimi 2’ di tensione: è una corsa punto a punto. Sotto ancora De Maggi (55-56), Papi ritrova lucidità per il 55-58 ma Macek non perdona e diventa ancora -1 (57-58), Berdun in lunetta spreca la doppia carta di chiudere i giochi e deve accontentarsi di un punticino, che si rivelerà comunque fondamentale perché negli ultimi 9’’, con palla in mano, Macek trova il canestro della vita mandando tutti ai tempi supplementari (59-59).

L’overtime vede una UnipolSai in partenza a razzo: la stanchezza non esiste e negli occhi c’è solo la voglia di portare a casa questo scudetto. Subito Alberto Esteche e Giulio Papi (59-63), poi Berdun accarezza il +6 con metà tempo da giocare (59-65). Ancora Papi a ribadire la sete di vittoria (59-67). Gioco da 3 di Miceli su fallo di Raourahi (62-67), nell’ultimo minuto la Deco cerca il fallo sistematico per allungare il tempo e guadagnare ossigeno. Sono il capitano Ian Sagar e Giulio Papi ad avere tra le mani i palloni bollenti dei tiri liberi: 7/8 per mettere in cassaforte il risultato ma ancora di più il sigillo tricolore: 76-71.

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