Cattedrale di San Pietro e Paolo: lo zar Nicola torna a casa. 17 luglio 1998

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Cattedrale di San Pietro e Paolo: lo zar torna a casa. 17 luglio 1998

Cattedrale di San Pietro e Paolo, dove sono sepolti tutti gli imperatori russi a partire dal 1703, il 19 luglio vengono ricomposti i resti dell’ultimo zar e della famiglia, brutalmente fucilati e presi a baionettate dai bolscevichi nel 1918.

Durante la sepoltura a San Pietroburgo il patriarca è però assente poiché la Chiesa ortodossa russa non riconosce i resti come appartenenti alla famiglia imperiale.

La Chiesa ortodossa rifiuta ancora di riconoscere la loro autenticità e rifiuta di accettare la prova del test del DNA già eseguita o che ne vengano condotti di nuovi.

Alla sepoltura mancavano i resti dell’erede al trono, lo zarevic Alexei e della principessa Maria. I loro corpi, bruciati in un altro luogo dai bolscevichi per depistaggio, sono stati rinvenuti nel 2007.

Sui corpi in Russia è in atto un acceso duello fra chiesa e stato. Gli ortodossi, che nel 2000 hanno canonizzato l’intera famiglia imperiale come martire, sostengono che i corpi furono bruciati in un fosso di una foresta degli Urali, dove è stato costruito un vasto monastero. Questa versione è quella che è stata avanzata dalle forze zariste durante la guerra civile russa. e che la chiesa ancora sostiene.

Comunque, al di là delle impressioni, per chi crede al Dna, la famiglia imperiale, tranne Alexei e Maria che ancora attendono sepoltura, è ora sepolta nella Cattedrale di San Pietro e Paolo accanto agli Zar che dal diciottesimo secolo hanno guidato la Russia.

 

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