Il nostro viaggio verso l’apertura mentale per difenderci da errate credenze continua.

Una nuova moda imperversa in internet, vecchia quanto il mondo, ma resa più credibile dai media e dai tanti libri inverosimili che sono in circolazione. Mi tirerò addosso le maledizioni dei “guaritori new age?” Non importa! Di qualcosa bisogna pur morire e tanto vale che avvenga per una giusta causa, e in ogni caso non sono superstizioso.

Trovo estremamente impietoso colpevolizzare gli ammalati, come è ormai di moda da tempo, accusandoli di essere gli unici artefici dei propri malesseri.

Ereditarietà? Ambiente super inquinato? Lavori eseguiti forzatamente? Catene di montaggio? Peggio ancora, assenza di lavoro? Alimentazione contaminata? Costrizione alla frequenza di uffici, luoghi o ambientazioni davvero difficili da tollerare?

Sembra che tutto questo, per alcuni autoeletti guaritori dell’anima, non influisca colpevolmente sulla salute della gente, quanto piuttosto sia il frutto di nostri conflitti mentali o del karma che ci siamo tirati addosso per la nostra cattiva condotta nelle vite passate.

Quindi? Comunque la giri è colpa tua! Possibile che ancora oggi, nel terzo millennio, si cada succubi di credenze assurde e inaccettabili? Una cosa è responsabilizzare coloro che sono ammalati: “Fumi? Bevi troppi alcolici? Non fai sport? Non mangi sano? Ti arrabbi spesso?” Ben altra è colpevolizzare, come se qualunque malattia dipenda da una maledizione karmica che ci si è tirati addosso, o dipenda esclusivamente dal nostro modo di pensare.

Gli antichi Saggi dell’India, quando parlavano di Karma, lo facevano in modo compassionevole, solo per aiutare a “digerire” sventure inguaribili, difficili da accettare: “Abbi pazienza figliolo, purtroppo il tuo karma è questo, non hai nessuna colpa, oggi, per la terribile disgrazia che ti ha colpito. Sopporta con serenità il frutto delle tue cattive azioni derivanti da vite passate e la tua malattia ti sembrerà meno pesante di quello che è!” Era questo il senso! Non era accusatorio e fanatico come si legge in molti libri di stampo fondamentalista. Aveva lo stesso senso del buon cristiano che sosteneva: “Abbi pazienza fratello. Sopporta con serenità. La tua tolleranza ti farà guadagnare il Paradiso!” In tal modo il malato metteva a tacere, almeno per un po’ di tempo, la propria disperazione, e si faceva una ragione delle proprie disgrazie.

Ma oggi? E’ abitudine diffusa, e lo si può vedere anche nei social, alzare il dito indice accusatorio: “E’ tutta colpa tua e te lo meriti! Te la sei tirata addosso con il mal utilizzo della tua mente!” Ohhh tranquilli, la Vita riserva tutto per tutti, se si vive abbastanza a lungo, e domani, quelli che oggi colpevolizzano gli ammalati, si troveranno anch’essi in un letto di ospedale, se non avranno la “fortuna” di morire di un colpo.

Perfino il celebre cantautore Caparezza ha pensato bene di farci riflettere con una sua canzone: “Pare che il brutto male nasca spontaneo da un conflitto irrisolto. Vadano a dirlo a chi ha raccolto l’uranio del conflitto in Kosovo”!

Responsabilizzare l’ammalato. Farlo diventare consapevole di quelle situazioni che peggiorano il suo stato di salute, indicargli una via diversa da intraprendere, ecco cosa sarebbe più giusto fare, rendendolo però accettante sul fatto che non tutto è sotto il nostro controllo e non tutto dipende da noi, come invece sostengono coloro che sono fantasiosamente pervasi dal delirio della tuttologia. Ci sono cose sulle quali possiamo operare un controllo, per aiutarci a vivere in salute, e altre sulle quali non abbiamo nessun potere.

Non possiamo colpevolizzarci su ciò che non rientra nella nostra capacità e possibilità di controllo. Non siamo onnipotenti. Non possiamo, con uno schiocco delle nostre dita, far sparire di colpo tutti i veleni tossici che ci sono nell’aria che respiriamo. Non possiamo, con un colpo di bacchetta magica, trasformare l’ereditarietà conseguita dai nostri avi. Non possiamo tutti sceglierci il lavoro che più ci piace e tanto meno trovarlo con facilità.

Vero è che “cuor contento il ciel lo aiuta!” ma vero è anche che il cielo non sgomina da solo il terrorismo, la crisi economica mondiale, lo stress generato dalle situazioni di totale emergenza e impotenza. Ve lo confesso! Mi ribolle il sangue quando sento o vedo colpevolizzare ingiustamente un ammalato. Soprattutto se chi lo colpevolizza in quel momento è sano.

Mi piacerebbe avere il potere di invertire le parti e dire al guaritore di turno: “E adesso cosa ti dici dottore? Riesci a ripeterti tutte le teorie che hai enunciato dall’alto della tua falsa sapienza fino ad oggi, quando a stare male erano gli altri? No vero?” Mai detto fu più azzeccato e saggio di quando Gesù Cristo (si arrabbiava anche Lui ogni tanto sapete?) urlò: “Medico! Cura te stesso!”.

Che cosa proponiamo perciò nel corso PNF (Programma Neuro Filosofico)? Per quanto concerne lo stato di malessere generale, per prima cosa, cerchiamo di eliminare la colpevolizzazione sostituendola con la responsabilizzazione laddove sia possibile.

Una costante tensione provocata da inutili sensi di colpa, è risaputo, abbassa notevolmente le difese immunitarie e, da che mondo è mondo, queste ultime ci sono molto utili per la nostra salute fisica e mentale.

Se si desiderano aiutare realmente coloro che stanno male, è necessario metterli nelle condizioni di elevare le proprie difese naturali, non certo in quelle di ridurle.

natyan

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