Il commissario Cananà: «Seregno in cammino verso la normalità»

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Il commissario Canana: «Seregno in cammino verso la normalità»

SEREGNO – Un mese dopo il terremoto politico che ha azzerato la giunta di Seregno, il commissario straordinario Antonio Cananà è al lavoro per riportare nella terza città della Brianza – 45mila abitanti – il valore più semplice e insieme più importante: la normalità. Il punto dolens sono «gli appalti» e «le regole».

«In Comune è stato tollerato un modus operandi che ha consentito decisioni prese non nell’interesse della comunità, ma nell’interesse di pochi». Il proposito di Cananà, 57 anni, origini salernitane, curriculum di alto profilo, è di lasciare «in eredità ai prossimi amministratori» un decalogo sugli appalti che permetta di non ripetere più certi errori del passato.

Osservati speciali saranno in particolare gli appalti con affidamento diretto. «I contratti sotto la soglia dei 40 mila euro – spiega il commissario – sono i più esposti. Siamo in attesa delle linee guida da parte dell’Anac per aumentare il livello di trasparenza. L’affidamento diretto non sarà mai più ad personam. Ci sarà una selezione tra una serie di ditte. non ci sarà più spazio per l’amico dell’amico». Disposizioni sono state prese anche per la tracciabilità dei procedimenti amministrativi. Sarà istituito il responsabile dell’istruttoria, sia per le nuove pratiche che per quelle già avviate. «E’ previsto un progetto di digitalizzazione e informatizzazione entro il 2018. Un aiuto concreto sia in termini di trasparenza che di celerità dei servizi al cittadino». Verifiche approfondite anche sul Pgt del Comune.

Cananà ha posto l’accento in particolare su Gelsia, definito «un poltronificio facile». «Aeb e Gelsia – ci ha tenuto a precisare il commissario – per Seregno sono un patrimonio. Un patrimonio che va valorizzato, ma anche razionalizzato. Due le parole d’ordine: snellire e razionalizzare la struttura societaria. Con revisioni degli statuti societari che prevederanno massimo tre componenti (contro gli attuali cinque) e la nomina, dove consentito, di organi monocratici anziché collegiali.

Il clima è sereno, ma le ferite sul territorio sono profonde: «Al piano di sotto al mio ufficio, nell’ex sala giunta, è al lavoro una commissione d’indagine amministrativa. Nessuno può entrare e il lavoro sta procedendo nel massimo riserbo. Tra due mesi i commissari trarranno le loro conclusioni, accertando se nel comune di Seregno ci sono state infiltrazioni mafiose».

Quello che Cananà sta cercando di ricostruire è un rapporto strappato tra cittadini e istituzioni: «In queste prime settimane ho dedicato molto tempo a incontrare la città. Ho parlato con tantissime persone: per me, una presa di coscienza dei problemi della città. Forze politiche, istituzioni sociali e culturali, nel mio ufficio sono venuti in tanti. L’ultimo incontro solo ieri: con i comitati di quartiere abbiamo discusso delle prospettive di breve-medio periodo, tendendo presente che l’orizzonte temporale del mio mandato è limitato». L’obiettivo è di riportare la città al voto nella primavera del 2018. Se invece le infiltrazioni mafiose saranno accertate, la consultazione elettorale dovrà essere rinviata al 2020.

Marco Mologni

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