Conoscere la Pasqua: storia, segno e tradizione

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Conoscere la Pasqua…

Pasqua, ci siamo.

Ma in realtà, cosa è?

Quale storia e tradizione rappresenta, al di là del quotidiano che conosciamo?

Innanzitutto, le festività pasquali includono, come ben sappiamo, la celebrazione del primo lunedì dopo la domenica di Pasqua propriamente chiamato Lunedì dell’Angelo, ma indicato spesso anche con il termine di Pasquetta.

Cosa si festeggia effettivamente il Lunedì dell’Angelo?

E perchè è tradizione trascorrere il giorno di Pasquetta con una gita e un picnic fuori porta?

Ebbene, con questa festa si vuole ricordare l’apparizione di Gesù risorto ai due discepoli in cammino verso il villaggio di Emmaus, a pochi chilometri da Gerusalemme. Quindi, è consuetudine tra i cristiani, proprio per ricordare il viaggio dei due discepoli di Emmaus, trascorrere questa giornata con una passeggiata “fuori le mura”, ovvero con una gita fuori città.

Altrettanto interessante è la questione delle campane mute.

Dal venerdì santo fino alla domenica di Pasqua le campane delle chiese italiane vengono “legate” in modo tale che non suonino, in segno di dolore per la crocifissione di Cristo. È inoltre usanza, raccontare ai bambini che le campane sono volate in pellegrinaggio a Roma e la domenica mattina, mentre i bimbi guardano in cielo per cercare di vedere le campane che ritornano, i genitori nascondono uova di cioccolato per la casa.

Un altro tipico e irrinunciabile simbolo della Pasqua, è proprio l’uovo.
Secondo la tradizione e l’iconografia cattolica, l’uovo è simbolo della vita. Quest’ultimo, inoltre, assomigliando ad un sasso inespressivo e triste (come il sepolcro di pietra nel quale era stato sepolto Gesù) all’interno del quale, però, una nuova vita è pronta a sbocciare, rappresenta anche un celebre simbolo di resurrezione.

Oggi, prendendo spunto proprio da questa tradizionale simbologia cristiana, è usanza scambiarsi uova di cioccolato per le festività pasquali, eppure l’usanza dello scambio delle uova decorate ha origini ben più lontane nel tempo, si sviluppò, addirittura, nel Medioevo, come regalo per la schiavitù. In particolar modo, la diffusione dell’uovo come regalo pasquale sorse probabilmente in Germania, dove, in origine, le uova venivano bollite insieme a delle foglie o dei fiori, in modo da assumere una colorazione dorata.

Nel Medioevo, ovviamente, ricevere come regalo pasquale delle uova decorate, non era un privilegio riservato alla solo schiavitù, gli aristocratici e i nobili, infatti, ricevevano in dono delle uova artificiali fabbricate o rivestite in materiali preziosi come oro, argento e platino. Probabilmente affascinato da questa usanza, Edoardo I re d’Inghilterra commissionò, addirttura, la creazione di ben 450 uova rivestite d’oro da donare, appunto, in occasione della Pasqua.

La ricca tradizione dell’uovo decorato è più prettamente riconducibile all’orafo Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dallo zar il compito di confezionare un dono speciale per la zarina Maria, e proprio in questa occasione l’orafo creò il primo uovo Fabergé: un uovo di platino smaltato di bianco contenente un ulteriore uovo, creato in oro, il quale a sua volta conteneva altri due doni, una riproduzione della corona imperiale e un pulcino d’oro. La fama di cui gode tuttora il primo uovo di Fabergé, ha contribuito a diffondere la tradizione di nascondere un dono all’interno delle classiche uova pasquali di cioccolato.

Tra i diversi simboli pasquali sono degni di nota anche la colomba e il coniglietto di Pasqua. In quanto uno dei principali simboli cristiani, la colomba ricorda il racconto biblico del Diluvio Universale: cessata la pioggia, Noè fece uscire per tre volte dall’arca una colomba, quando questa tornò, stringendo nel becco un ramoscello d’ulivo, Noè capì che le acque si erano abbassate, segno che l’ira divina era ormai placata e la terra era di nuovo abitabile. Dunque, per i cristiani la colomba simboleggia la riconciliazione dell’uomo con Dio, operata da Gesù con la sua morte e Risurrezione.

L’importanza simbolica della colomba l’ha resa un vero e proprio dolce tipico della Pasqua, immancabile sulle tavole durante i festeggiamenti. Esistono leggende che vorrebbero far risalire la nascita di questo dolce pasquale in epoca longobarda: pare, infatti, che al re longobardo Alboino durante l’assedio di Pavia venne offerto, in segno di pace, un pan dolce proprio a forma di colomba.

Un’altra leggenda lega, invece, la colomba pasquale alla regina longobarda Teodolinda tanto cara ai Monzesi e al santo abate irlandese San Colombano. La leggenda vuole che San Colombano, al suo arrivo in città, fu accolto dai sovrani longobardi e invitato con i suoi monaci ad un sontuoso pranzo. Pare che gli furono servite numerose vivande e molta selvaggina, ma che Colombano ed i suoi rifiutarono quelle carni poiché troppo ricche per essere servite in un periodo di penitenza quale quello quaresimale. Inizialmente, la regina Teodolinda si offese, ma l’abate chiarì che avrebbero consumato le carni solo dopo averle benedette. Colombano, quindi, alzò la mano destra in segno di croce e le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane.

Pasqua Enpa
Pasqua Enpa

Come precedentemente anticipato, un altro simbolo tipico della Pasqua è proprio il coniglietto. La sua tradizione, che potrebbe risultare prettamente pagana, trae origine, invece, anche dalla simbologia cristiana: Sant’Ambrogio, Patrono di Milano, indicò nella lepre, animale in grado di cambiare il suo manto a seconda delle stagioni, nascendo quindi sempre a nuova vita, il simbolo della vittoria di Cristo contro la morte con l’uscita dal sepolcro la domenica di Pasqua.

La tradizione folkloristica pagana, che ha introdotto il coniglietto come tipico simbolo pasquale, giunge, invece, dalla Germania dove la lepre pasquale, l’Osterhase, giudicava il comportamento dei bambini e decideva di conseguenza se lasciare loro un mucchietto di uova colorate in dono. Proprio come preparano latte per Santa Lucia e carote per il suo asinello, i bambini improvvisano un comodo nido in un cestino imbottito con della paglia per attirare la lepre nella notte di Pasqua.

Francesca Motta

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