Cure gratis agli stranieri irregolari? Ecco perchè!

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Cure gratis agli stranieri irregolari
Cure gratis agli stranieri irregolari

Cure gratis agli stranieri irregolari. “Le indicazioni ministeriali prevedono che gli stranieri presenti in Italia in condizione irregolare hanno diritto a tutte le cure urgenti ed essenziali anche a carattere continuativo. Regione Lombardia, adeguandosi alla normativa nazionale, ha assistito nelle sue strutture ospedaliere, negli ultimi tre anni, 1500 donne straniere partorienti non in regola con le norme di soggiorno (530 nel 2016, 608 nel 2017, 373 nel 2018)”.

Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, intervenendo sul tema Prestazioni sanitarie rivolte a partorienti straniere senza permesso di soggiorno.

“La normativa vigente, in particolare la Circolare Ministero della Salute n. 5 del 2000, e l’Accordo Stato Regioni prevedono la garanzia delle cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia e infortunio ed estendono i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva. Sono in particolare garantiti – ha precisato – la tutela sociale della gravidanza e della maternità a parità di trattamento con le cittadine italiane e la tutela della salute del minore in esecuzione della Convenzione sui Diritti del fanciullo del 20 novembre 1989”.

“Sottolineo inoltre – ha proseguito Gallera sul tema cure gratis agli stranieri irregolari- che l’art. 35 del Testo Unico non prevede la gratuità delle prestazioni erogate dal SSN ai cittadini non iscritti al SSN, ma al comma 4 prevede che le prestazioni siano erogate senza oneri a carico degli stranieri irregolarmente presenti qualora privi di risorse economiche sufficienti, fatte salve le quote di partecipazione alla spesa a parità di condizioni con il cittadino italiano”.
In linea di principio le prestazioni sanitarie rese a Stranieri Temporaneamente Presenti che sottoscrivono una dichiarazione di indigenza sono a carico del Ministero della Salute, per le gravidanze in particolare è stanziato un fondo apposito che ogni anno viene ripartito tra le Regioni in proporzione ai ricoveri per gravidanza trasmessi nel flusso delle Schede di Dimissione Ospedaliera”.

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