DESIO – I disabili possono parcheggiare l’auto gratuitamente per un’ora sulle strisce blu”. Il sindaco Roberto Corti interviene per fare chiarezza in merito alla questione dei parcheggi per i portatori di handicap: “Nelle ultime settimane, soprattutto sui social, si sono diffuse informazioni non corrette che hanno generato confusione tra gli utenti più deboli. Ma il punto fermo è che è garantita ai disabili l’ora di sosta gratuita su tutti i parcheggi a pagamento della città”.

Per poter parcheggiare gratuitamente la propria auto sulle strisce blu per un’ora, i portatori di handicap devono richiedere al Comando di Polizia Locale in via Partigiani d’Italia, 7 una card che dovrà essere inserita nel parcometro. Sono più di una settantina i pass finora rilasciati dalla Polizia Locale.

“Per far conoscere a un numero maggiore di utenti disabili questa possibilità – spiega Jennifer Moro, assessore al Controllo del territorio – abbiamo deciso di promuovere una campagna di comunicazione “mirata”: avvisi su tutti i parcometri per indicare le modalità per ottenere la card che consente di parcheggiare un’ora gratuitamente sulle strisce blu”.

L’attenzione della Polizia locale è comunque massima perché ci sono automobilisti senza alcuna disabilità che espongono permessi per disabili e occupano, senza alcun titolo, i parcheggi. Non mancano, ovviamente nemmeno gli automobilisti che, privi del contrassegno, occupano lo stesso gli stalli riservati ai disabili.

Le zone più critiche sono la stazione ferroviaria e i parcheggi di alcuni supermercati. La sanzione ammonta a 85 euro ed è, inoltre, prevista la rimozione del veicolo e la decurtazione di due punti sulla patente a carico dei trasgressori. Sono state quattro le sanzioni per un uso improprio del contrassegno disabili nel 2017, mentre salgono a 51 quelle per sosta irregolare negli stalli riservati ai portatori di handicap.

“Il problema – conclude l’assessore Moro – è prima di tutto culturale. Per questo agli agenti di Polizia locale ho chiesto di dare priorità a queste violazioni perché sono un fatto di civiltà: non si rispetta una regola che è a garanzia di tutti, soprattutto dei più deboli”.

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