Ghianda, il poeta del legno, mattatore a Ville Aperte

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Ghianda il poeta del legno mattatore a Ville Aperte

BRIOSCO – E’ stato il legnamé di Gianni Agnelli, del Cardinal Martini e di Vittorio Emanuele di Savoia. Ora sarà possibile scoprire l’arte di Pierluigi Ghianda a Briosco (Pavillion Rossini Art Site, via Col del Frejus, 3) e a Monza (Villa Reale, Rotonda dell’Appiani, viale Brianza, 1). Domenica 24 settembre la mostra «Bottega Ghianda: l’anima del legno, il cuore degli artisti», sarà l’anima di Ville Aperte: la manifestazione, giunta alla XV edizione, nata per rafforzare l’identità della Brianza, facendo scoprire i luoghi identitari della nostra terra.

Sarà possibile ammirare alcuni tra i pezzi unici creati dall’arte di Ghianda. Una bottega che – nata nel primo Ottocento – racchiude due secoli di arte nel lavorare il legno. Una manualità artigianale che in Ghianda ha raggiunto un livello di eccellenza insuperata, dando vita a oggetti di inimitabile perfezione: con una morbidezza particolare e caratteristiche tattili uniche.

«Il legno è un dono di Dio – amava ripetere Ghianda, diventato famoso come il poeta del legno – e va lavorato con amore e come una materia viva». Un rispetto che si traduceva nel divieto di usare chiodi, sostituiti da sapienti incastri con i quali i suoi mobili venivano assemblati senza «ferite». Il magistero di Ghianda – nato tra i trucioli, la polvere di legno e le lime – è stato richiesto dai designer più famosi: Gae Aulenti, Mario Bellini, Gianfranco Frattini, Max Bill, Cini Boeri, Castiglioni, Sottsass, Noorda e – in una carriera lunga settant’anni – tantissimi altri.

A Briosco, accanto a una prestigiosa collezione di arte moderna, e a Monza, nelle stanze neoclassiche disegnate dal Piermarini, sarà possibile ammirare pezzi di design diventati creazioni di legno: Kyoto, il tavolo scultura disegnato da Gianfranco Frattini nel 1974, costruito con doghe di legno unite da 1705 incastri. Una trama quadrata con 1600 fori su cui giocano luci e ombre. Ci sarà poi Etagere, ideata da Mario Bellini nel 1989: una libreria composta da una trama di baguette in legno massello ad angoli smussati con incastri invisibili rinforzati da spine di legno che le conferiscono una solidità d’acciaio in un aspetto etereo. In mostra anche la serie di Vassoi ideati da Gae Aulenti nel 1979 e il famoso Segnalibro, ideato per un appassionato bibliofilo veneziano, durissimo eppure più sottile della pagina di un libro.

Il profumo del legno impreziosirà una mostra dove è possibile scoprire i legni più pregiati di tutto il mondo, che Ghianda custodiva in un vero e proprio caveau sotto la sua bottega di Bovisio Masciago: tra questi, il pernambuco e il coccobolo.

Marco Mologni

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