Il Castello di Brivio…da cartolina!

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Il Castello di Brivio...da cartolina!

Il territorio italiano, ne abbiamo la fortuna, è costellato di meraviglie paesaggistiche e storiche. Ogni angolo del nostro paese è custode di una testimonianza del passato.
Ogni passo è un solco sulle orme di chi quella strada l’ha percorsa decenni, secoli fa.

E all’interno della nostra bell’Italia, il suolo lombardo è una perla di splendore tutta da percorrere e da scoprire, per lasciarsi affascinare ad ogni chilometro, per partire incuriositi verso una destinazione e tornare colmi di bellezza e di una nuova piacevole esperienza.

Anche la Lombardia, così come il contesto territoriale in cui si inserisce, è un baluardo di storia. Moltissimi sono i monumenti in ricordo di avvenimenti, di percorsi storici che hanno costruito il nostro cammino. E notevoli sono i lasciti del tempo, in memoria di quello che è stato e che ha permesso a noi, oggi, di essere nel presente.

Una di queste testimonianze è il Castello di Brivio.
Si erge nell’omonimo comune, in tutta la sua imponente bellezza, un castello di torri e pietra. La roccia argentea si specchia nell’acqua del fiume Adda che ne lambisce i confini, incrementando ancor di più la brillantezza, quasi fatata, della superficie del castello. Le sue torri, alte e massicce svettano come stendardi a indicare la presenza di un monumento di tale rilevanza, e sembrano fare a gara con le montagne, proprio dietro al castello, per raggiungere il cielo.

Con l’Adda a costeggiarlo e le pregiate cime a fargli da cornice, il Castello di Brivio è un gioiello incastonato nella natura della terra lecchese.

Il Castello di Brivio…da cartolina!

L’origine del Castello viene fatta risalire al X secolo, quando vennero erette diverse fortificazioni a difesa delle ripetute invasioni degli Ungari nell’Italia settentrionale.
Nell’anno 960, conte di Lecco era Attone, a lui apparteneva il castello e la sua relativa gestione. Ma nel corso dell’XI secolo, in seguito alla morte senza eredi del conte Attone, i castelli del lecchese passarono obbligatoriamente di proprietà e il Castello di Brivio fu ceduto ai vescovi di Bergamo.
Nei primi decenni del Duecento, invece, Brivio ed il suo castello entrarono a far parte dei possedimenti degli Sforza di Milano.

Una storia di passaggio di potere e di controllo quella del Castello di Brivio, letteralmente attraversato dal corso degli eventi, ognuno dei quali ha lasciato un segno del suo passaggio, ma che non è mai riuscito a scalfirne la bellezza e la monumentalità.

Si riflette nel fiume Adda la pianta quadrata del castello, che culmina nelle sue tre torri. Due rotonde, Torre Falza e Torre Mirabella, e solamente una quadrata, la Torre del Castellano:le maestose vette del Castello di Brivio sono gli stemmi della sua grandezza.
Un tempo le torri collegavano il camminamento che si snodava lungo tutta la lunghezza del castello e che lo attraversava con un parapetto merlato sulla sommità delle mura. Il camminamento, al quale originariamente si accedeva tramite una scala addossata alla Torre Falza, oggi non è più esistente.

Il Castello di Brivio…da cartolina!
Il Castello di Brivio…da cartolina!

Non più presente, purtroppo, è anche il fossato che circondava il castello e che ne controllava e limitava gli accessi.
Tutti questi meccanismi di protezione e di sorveglianza non erano un caso, in passato, infatti, il Castello di Brivio fungeva da difesa del territorio e serviva a controllare l’attraversamento del fiume Adda. Quest’ultimo, appunto, ha assunto nei secoli funzioni importantissime, per esempio ha costituito il confine di Stato tra la Serenissima Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano.

Non è, dunque, solo il suo aspetto fiabesco a conferire immensa bellezza al Castello, ma anche i secoli di storia che l’hanno attraversato e la relativa atmosfera prestigiosa che ne scaturisce.

Il Castello di Brivio…da cartolina!

Ad oggi il castello non è visitabile all’interno, eppure la sua estesa mole di roccia a vista e la sua maestosa imponenza, bastano per lasciare senza parole.
Camminando lungo il suo perimetro sembra ancora di vedere il fossato che lo circonda e il ponte levatoio che si abbassa per concedere l’accesso al castello. Lungo i camminamenti che lo sormontano si muovono impeccabili i soldati, intenti a fare la ronda. Uno di essi si porta la mano alla fronte, per coprirsi gli occhi dai raggi del sole che filtrano dalle montagne, dalle quali i nemici potrebbero tendere un agguato.
Dalle torri lì vicine sventolano i vessilli del Castello di Brivio, mentre il suo profilo si specchia nelle acque dell’Adda che tratteggiano un’immagine speculare delle sue mura.

Nonostante lo scorrere del tempo, tutto è rimasto esattamente uguale, perfetto. Uno scenario fiabesco intriso di avvenimenti, immortalato e custodito come nelle migliori fotografie.

Francesca Motta

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