Il vento, parole sussurrate dal cielo

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Il vento, parole sussurrate dal cielo

In questi giorni, ma come spesso accade, il vento è stato protagonista del trascorrere delle giornate.

Dicevano che fosse “femmina” perché imperversava di prima mattina, scuotendo e trascinando in sua balia ogni cosa per tutto l’arco della giornata, ma assopendosi e placandosi poi con l’arrivo della sera.

Un vento femmina, quindi, quello di questi giorni che sembra aver voglia di arrivare presto a sera per fermarsi e poter finalmente, dopo tutto questo soffiare e soffiare, riposarsi. È come se il suo impetuoso sfogarsi contro il cielo sia fatto apposta per sospingere il più velocemente possibile il giorno verso il suo termine, e fare così trionfare la notte.

È uno dei tantissimi aspetti affascinanti della natura, se ci pensiamo bene. Quel vento così forte e impetuoso, che freme dalla voglia di farsi sentire e di stravolgere l’ordine cosmico del giorno e della notte, tanto da soffiare e da abbattersi sui figli della terra…piante, fiori, alberi, uomini…con tutta la sua forza.

Il vento custodisce in sé una potenza incredibile, che talvolta ama tenere a freno e accarezzarci lievemente, come la mano delicata di una madre che sorveglia il proprio cucciolo durante la notte e che gli augura dolci sogni. Talvolta invece, non si fa scrupoli nello scatenare tutto il suo potenziale distruttivo e nel renderci testimoni inermi della sua essenza implacabile. Come un vortice di emozioni che turbinano e invadono prepotentemente la nostra mente e confondono la nostra anima, trasformandoci in fantocci impotenti sconquassati dalla forza della natura.

Il vento, parole sussurrate dal cielo

E tra tutte le manifestazioni della natura, il vento è sicuramente quella con più sfaccettature. Se la pioggia è il pianto del cielo; la neve la sua soffice impronta sulla terra che custodisce ogni nostro rumore, ovattandolo; e se il sole è il sorriso luminoso, caldo, felice e sconfinato della terra; il vento è la sua parola. Il verbo del cielo.

Quella comunicazione segreta del cielo che sussurra, urla, o avvolge dolcemente il suo pianeta. Il vento è la parola del cielo che così comunica con la terra e le sue creature.

Il vento, parole sussurrate dal cielo

Si insinua tra le chiome degli alberi scombinandone le foglie, come quando scompiglia le acconciature o i capelli sciolti di una donna. Sibila tra l’erba del sottobosco, accarezzandone dolcemente gli steli e i petali dei fiori, come le dita affusolate e delicate di un musicista che pizzicano le corde di un violino. Il vento passa e corre via sopra ai fiumi e ai laghi, increspandone la superficie e creando ipnotici cerchi concentrici sullo specchio d’acqua blu, un lieve segno del suo passaggio.

Sarebbe bello pensare al vento come a un saluto mattutino alla natura, un “buongiorno” esclusivo del cielo. Una brezza che solletica le piume degli uccellini che stanno già emettendo cinguettii, scaldando la voce per i primi melodiosi canti. Una folata di vento che spazza via il fogliame caduto a terra, ormai secco, che ha fatto da soffice coperta per la notte al terreno umido.

Il vento, parole sussurrate dal cielo

Chissà quali convincenti parole sussurrerà il vento alle nuvole per sospingere verso l’orizzonte quei candidi batuffoli eterei e spalancare le porte ad una giornata serena, riscaldata dal sole di un cielo terso.

Ma il vento è una medaglia a doppia faccia e quando ha qualcosa di impellente da dirci e da dire alla natura intera, si lascia alle spalle tutta la delicatezza e le parole sussurrate tramite delicati sibili di una brezza piacevole. E diventa impeto, forza bruta, potenza che calpesta e che non se ne cura, si fa portatore di parole non più sussurrate con dolcezza, ma sbattute in faccia e urlate al mondo.

Il vento, parole sussurrate dal cielo

Il linguaggio del vento non è poi così diverso dal nostro. Noi esseri umani siamo capaci delle parole più dolci e genuinamente aggraziate quando siamo di buon umore, e così è il vento. Ma quando siamo arrabbiati, tristi, delusi e sconsolati, urliamo con brutale passione il nostro sconcerto, e così fa il vento. E, proprio come le parole buttate all’aria in un momento di rabbia, che non pensiamo, fanno più male di quanto una parola d’amore possa farci gioire, così è il linguaggio del vento.

Ci sveglia nel bel mezzo della notte, bussando brutalmente ai battenti delle finestre, interrompendo di soprassalto il nostro sonno volutamente, tanta è la foga di parlare. Spezza i rami che prima aveva accarezzato leggero e fa infuriare le acque dei fiumi che un tempo acquietava con delicatezza. Soffia, soffia forte il vento, parla voracemente e porta nel cielo quelle nuvole grigie, quasi nere, che tanto ci minacciano e ci inquietano.

Questo è il linguaggio del vento. Talvolta lieve, sussurrato, amorevole e delicato; talvolta brusco, prepotente e devastante. Questo è lo spettacolo dell’unicità di quel fenomeno della natura parlante. Questo è il verbo del cielo.

Il vento, parole sussurrate dal cielo

E allora, quando sentiamo una placida brezza muovere i nostri capelli, o quando lo sentiamo ululare impetuoso e quasi supplicante…chissà che cosa vuole dirci il vento.

Francesca Motta

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