Indagini e arresti, Corbetta: ‘Non votiamoli più!’

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Caso Bramini: Corbetta chiede l'intervento del presidente del Senato

SEREGNO – Il disappunto di Gianmarco Corbetta, per i fatti di Seregno. Non riesce a gioire il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle per quanto è accaduto a Seregno con l’indagine della Procura e con il sindaco Edoardo Mazza finito agli arresti domiciliari. E’ comunque una brutta pagina per tutti.

Svegliarsi la mattina con gli elicotteri dei Carabinieri che ti girano sopra la testa – commenta Corbetta – per una retata che porta in galera 21 persone, tra cui il forzista Edoardo Mazza, sindaco di Seregno, la più grande e importante città della provincia di Monza e Brianza, nell’ambito di una maxi inchiesta sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta. Non è la prima volta che succede; gli elicotteri si erano già alzati nel 2010, quella volta nella vicina Desio, per un’altra grande operazione contro la ‘Ndrangheta”.

Nel comunicato stampa dei Carabinieri si evince che nel corso delle investigazioni è emersa la figura di un affermato imprenditore edile di Seregno che intratteneva rapporti con importanti esponenti del mondo politico e coltivava frequentazioni, rapporti e scambi reciproci di favori con esponenti della criminalità organizzata, a cui chiedeva interventi per raggiungere i suoi scopi. E’ stato accertato il ruolo determinante avuto dall’uomo d’affari nell’elezione del sindaco, facendo emergere come il sostegno alla sua candidatura fosse legato al proprio interesse di ottenere la convenzione per realizzare un supermercato nel territorio comunale.

Cemento, mafia e politici a braccetto – prosegue Corbetta -. Questa è la fotografia della Brianza, non a caso la provincia più cementificata d’Italia. Gli arresti di oggi sono l’ennesimo colpo durissimo alla credibilità della classe politica di centrodestra, in Brianza e in tutta la Lombardia, come dimostra la perquisizione degli uffici dell’ex vicepresidente della Regione, Mario Mantovani, che secondo il Gip di Monza era il politico di riferimento dell’imprenditore al centro dell’indagine. Cemento e criminalità organizzata sono un connubio ormai consolidato, così come consolidati da tempo sono gli intrecci con la politica. Ormai non si può più parlare di “infiltrazioni” mafiose nel nostro territorio. La criminalità organizzata, in particolare quella di origine calabrese, è una presenza costante e ha piantato le proprie radici in profondità”.

L’esponente regionale del gruppo pentastellato invita a non chiudere gli occhi: “Le responsabilità dei politici sono enormi e l’arresto del sindaco forzista di Seregno ne è solo l’ultima dimostrazione. Politici, imprenditori e uomini d’onore arrestati a Desio nel 2011, a Monza nel 2013, a Seveso nel 2014, a Nova, Desio e Seregno nel 2015, a Carate Brianza e ancora a Desio all’inizio del 2017. Chissà se Salvini si presenterà col megafono a gridare “vergogna!” contro la giunta comunale sostenuta dai suoi uomini. Nonostante l’enorme lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, che non finiremo mai di ringraziare, l’Ndrangheta in Brianza continua a portare avanti i suoi sporchi affari grazie ad una classe politica sempre “disponibile”. Mettiamo in atto la legittima difesa dei cittadini: non votiamoli più!”.

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