Irama, Morgan, Rina Sala Gallo, ovvero il senso di Monza per la musica…

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Irama, Morgan, Rina Sala Gallo, ovvero il senso di Monza per la musica…

Irama e il Premio Rina Sala Gallo. Che paragoni… Confondere mele con le pere è male, si dirà.

Certo che Monza, di questi giorni, nella musica, grande o piccola, leggera o colta, fa copertina.

Irama, da Monza, dopo la partecipazione al Sanremo Giovani vince “Amici” della De Filippi, programma vituperato ma anche, oggettivamente, è forgia di talenti musicali commerciali, o leggeri, se si preferisce.

Morgan, fa il Rolling Stone a Repidee, rubando le copertine dei principali giornali on-line, nella sua solita miscela di follia, talento e genialità.

E poi, è arrivata in zona allo Sporting Club, qualche giorno fa, la prima sensazione del Premio Rina Sala Gallo, eccellenza assoluta.

Lo sappiamo, quello fra il leggero televisivo e la classica è un accostamento tra persone, arti e contesti che sicuramente darà i brividi a molti, e magari indignerà alcuni, ma alla fine la musica muove le stesse corde, al di là della contaminazione, e dei vari gradi di cultura.

La musica può stare insieme, perché fa stare insieme.

In fondo, in cultura, quale la musica è, sarebbe bello poter distinguere semplicemente fra il bello e il brutto, fra il creare e il repertorio.

Lo sappiamo, qualche differenza nobile c’è. E ogni volta è giusto proclamarla.

Differenze nel male, più che altro. Si sa, Irama non avrà i problemi a sbarcare il lunario e a dare un senso al tempo della sua vita, che hanno tanti giovani usciti dai conservatori, che non trovano ingaggi vicini alla sussistenza, e se li trovano, sembra sempre sia per gentile concessione di…

Ma cultura non può esser una guerra fra più fortunati o meno. Non conviene a nessuno.

Lo stesso, Irama nel mondo berciante del mercato musicale, rappresenta una sensibile e composta qualità, come Morgan d’altra parte.

Identità particolari, dentro un territorio e tra gente comune.

Il senso potrebbe essere che Monza, e in fondo la Brianza, oasi di compostezza di fronte alla “metropolitanità” di Milano, dia la capacità alla creatività di respirare, e approfondire, oltre che suonare.

Sensazioni. Un mettere assieme diverse sfumature, toni, colori, per farne un senso, che è quello di Monza e la musica, le dolci assonanze, un mondo da unire, per farlo qualità.

Già, poi, a luglio, arriverà il Monza Music Award, nel pratone accanto all’autodromo.

Ma la sensazione è, che quello sia mercato. Cose che durano una notte, e spariscono, come i sogni o le illusioni.

E comunque sarebbe bello, per dare un senso alla musica di Monza, magari d’autunno, che ci sia una serata tranquilla, in cui il territorio possa mettere, in mostra, esclusivamente, la compostezza di tutte le sue qualità musicali.

Un pianeta unico. Monza, e i suoi suoni.

Verrà quella serata? Magari, prima o poi, perché no?

cc

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