La Brianza di Filippo Tortu: voglia di volare con i piedi per terra

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La Brianza di Filippo Tortu: voglia di volare con i piedi per terra

La Brianza di Filippo Tortu, ovvero la terra che ha creato il record.

Come racconta al mondo la biografia sul sito della Fidal, la vita di Filippo è Brianza: abita a Costa Lambro, una frazione di Carate Brianza, invece si allena a Besana Brianza e a Giussano.

Insomma, il record è nato qui,  e abita qui, e non devi pensare al ventunenne talento come quegli atleti che a casa hanno lasciato solo i ricordi di infanzia, perché loro stanno altrove, con il cuore, la testa e le gambe e per altri sport, anche con il portafoglio.

E così, in questo ancora vivere a casa, è un po’ come riscoprire lo sport di una volta, quello vero, quando delle origini di un calciatore citavi l’oratorio in cui aveva iniziato a sbucciarsi le ginocchia tirando calci ad un pallone, e non il primo agente che ha avuto.

La Brianza di Filippo Tortu

Filippo vola, con le gambe. Ma con la testa, è sempre ben legato alla concretezza, e anche questo, se guardi bene, è un po’ un colore della sua terra.

Concretezza, anche ieri, quando davanti ad un risultato mondiale (è il terzo atleta bianco di sempre), fra giornalisti di tutto il mondo, esaltazione, urla, i suoi riferimenti diretti erano la famiglia. Il fratello Giacomo, papà Salvino, che nel sangue e nel cuore gli ha messo il dna e la testardaggine di generazioni sarde con l’istinto di correre e inseguire il vento, mamma Paola, nonna Titta, e gli amici di sempre.

E anche questo essere noi, famiglia, e poi gli altri, è Brianza.

La Brianza di Filippo Tortu.

Brianza, e mondo. Anzi. Brianza e Italia.

Sono patriota, cerco di portare in alto il nome del mio Paese.” Ecco, un altro segno, del dna che dovrebbe essere di ogni territorio. Partire da lì, dalle radici, ma anche guardare più in alto, a quel Paese che è stato grande, e nonostante noi, per noi, dovrà tornarlo.

Dicono che Bartali vincendo un Tour abbia evitato la rivoluzione comunista.

Magari oggi l’essere un velocista brianzolo può ridarci un senso di Brianza.

Perché lo sport se lo vedi dal verso giusto, è molto più di un passatempo miliardario, di una roba televisiva, di una industria: è una cultura.

Ecco, come Bartali, la storia di Filippo e della sua famiglia potrebbe dare alla sua terra la sensazione di come si va oltre, partendo da quel che si è, che è la base, ma poi la vogli di volare, e andare oltre.

Questo è lo sport. Questo è la vita.

O almeno dovrebbe esserlo.

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