La Vita Felice: storia di un editore

Venticinque anni fa è iniziata l'avventura della casa editrice "La Vita Felice" di Milano. Sabato 27 maggio presenterà un’antologia con le migliori opere del Premio Nazionale di Poesia Liceo “Curie” di Meda, sostenuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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I libri si scrivono, ma ci vuole qualcuno che li pubblichi. Oggi, a Pianeta Libri, eviteremo di ciarlare di ultime uscite e racconteremo come, venticinque anni fa, sia iniziata l’avventura della casa editrice di Milano: editore legato anche al territorio brianzolo. Sarà infatti proprio La Vita Felice a raccogliere in un’antologia le migliori poesie che hanno partecipato alla terza edizione del Premio Nazionale di Poesia Liceo “Curie” di Meda, premio che, nella sua seconda edizione, ha ottenuto l’approvazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La premiazione del concorso si svolgerà sabato 27 maggio 2017, alle 15.30, al liceo di via Cialdini; contemporaneamente sarà presenterà la raccolta intitolata “Quel che mi canta il cuore”.
Il liceo di Meda ha inaugurato il premio di poesie tre anni fa, nell’ambito delle tante iniziative organizzate per festeggiare i quarant’anni della scuola. Tra i primi allievi del liceo c’era anche il fondatore de La Vita Felice: G.M., è a lui che lasciamo il resto della pagina.
Venticinque anni di storia. Una avventura e un’impresa. Tra una Fiera del libro a Milano e un Salone del Libro a Torino, il pensiero mi riporta alle origini di questo mio lavoro. È il caso di raccontarlo. 
 
Lavoravo alla storica libreria Garzanti in Galleria Vittorio Emanuele a Milano. Un locale che ha segnato la vita culturale della Milano del dopoguerra. Erano gli anni Ottanta e non passava giorno che non avessi visite importanti. Il luogo era invitante, parquet a spina di pesce, pareti di libri, scala in legno che portava al ballatoio circolare con ringhiera in noce massello. Qualche scricchiolio quando si saliva, ma faceva parte integrante della stanza. E da lassù si potevano leggere i titoli fino al soffitto e dare uno sguardo di sotto e osservare chi entrava o chi s’intratteneva a parlare di poesia, di autori, dell’ultimo romanzo letto. Entrare in Garzanti significava compiere un rito. Ricordo quando arrivava Enrico Cuccia, il presidente di Mediobanca, che da via Filodrammatici attraversava piazza della Scala, imboccava la Galleria e con il suo fare discreto e taciturno apriva la porta, un abbozzo di saluto e subito a scorrere le novità e a indagare tra i ripiani. Passava di frequente e spesso acquistava ripetendo il solito gesto: infilava la mano nelle tasche ed estraeva banconote stropicciate insieme agli spiccioli. Non ha mai chiesto uno sconto. Un cenno di saluto e ripartiva.
 
Tra i frequentatori della Galleria c’era l’amico Massimo Odoardo Geranio che, mentre s’intratteneva, schizzava sul primo foglio che gli capitava ritratti, oggetti, fantasie. Un giorno di primavera avanzata del 1992 Massimo Odoardo si presentò con un disegno che aveva stampato la settimana precedente, appena finita l’incisione su legno. Mi colpì il soggetto che proiettava il mio pensiero in un mondo fantastico. Mi convinse e lo presi. Pochi mesi dopo, a settembre, partecipavo alla Seconda edizione milanese di “Parole in tasca”, la mostra dei Piccoli editori. Non rappresentavo Garzanti, ma portavo i titoli di piccoli editori in cui credevo e che vendevo in libreria. Fu l’occasione per un piccolo evento straordinario.
 
Era passata da me Alda Merini. Le piaceva venire in Garzanti, respirare il profumo dei libri, assaporare il silenzio ovattato del locale, parlare tra una sigaretta e l’altra. Poi c’era l’immancabile cappuccino con brioche o il pranzo quando capitava intorno a mezzogiorno. Era un piacere ascoltarla. Eravamo al bar, aveva bevuto metà cappuccino e assaggiato la brioche, quando mi disse: “Scrivi”. Si mise a dettarmi una poesia. Quella fu la prima di altre analoghe esperienze. Bene, quando decisi di presenziare a “Parole in Tasca”, mi venne in mente di portare anche la breve raccolta di poesie dettatemi dalla Merini. Ma come fare? Pensai a una plaquette e di presentarle con l’incisione di Massimo Odoardo Geranio. Nasceva La Vita Felice con “Ipotenusa d’amore”.»
 
 
Pianeta libri è una rubrica curata dall’agenzia letteraria Il Carteggio
Via Vincenzo Monti, 25 Milano
340 2857887

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