Latitante si grattugia le dita per non essere identificato: ora è in carcere

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SESTO SAN GIOVANNI – Il passaporto, per le forze dell’ordine, facilita solo le cose ma non è essenziale. Per rivelare la vera identità di una persona bastano le impronte digitali. Quelle non mentono. Lo sa bene un latitante che, per sfuggire all’arresto, si è grattugiato le dita nel tentativo di impedire l’identificazione. Gli è andata male: sono riusciti comunque ad accertare realmente chi fosse, poi l’hanno portato in carcere.

Si tratta di un peruviano, ricercato dal Tribunale di Roma che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’extracomunitario è accusato di aver commesso rapine e furti nella capitale ai danni dei passeggeri in transito alla stazione ferroviaria di Roma Termini. Per evitare l’arresto aveva preferito cambiare aria trasferendosi al nord, dove ha trovato ospitalità a casa di un amico a Sesto San Giovanni.

Il lavoro d’indagine dei Carabinieri, tuttavia, ha permesso di localizzarlo. Gli uomini dell’Arma sono perfino riusciti a rintracciare l’appartamento, dove hanno fatto irruzione. Lui, senza documenti, ha dichiarato un nome e cognome che hanno lasciato un po’ perplessi i militari intervenuti. Hanno pertanto deciso di accompagnarlo in caserma per sottoporlo agli esami dattiloscopici.

In quel momento, però, si sono accorti che il peruviano si era grattugiato le dita. Convinto che i polpastrelli rovinati lo potessero salvare da ogni accertamento. Si era sbagliato. O, meglio, non aveva avuto il coraggio di grattugiarli fino in fondo: rovinata solo la parte superficiale delle dita, è stato possibile effettuare comunque fare i controlli e stabilire che si trattava della persona ricercata. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Monza.

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