L’indignazione di Varisco: ‘Vicino alla cappella espiatoria una scritta indegna’

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Il professor Varisco è il primo da sinistra nella foto

MONZA – Vergogna, indignazione e rabbia per quella scritta che ancora oggi svetta su un muro di viale Cesare Battisti, a una decina di metri dalla Cappella Espiatoria. Una scritta degli anarchici che a caratteri cubitali esultano per il regicidio: “29 luglio 1900 – Viva Bresci”, una frase che ha fatto imbufalire non un semplice passante, ma Alessio Varisco, monzese, insegnate, storico, pluridecorato oltre che Cavaliere della Repubblica.

Il giovane studioso, classe 1976, non ci ha pensato due volte e non solo ha manifestato la sua indignazione sui social ma ha persino aperto una pagina facebook dedicata alla Cappella Espiatoria, un condensato di immagini sullo stato di deturpazione in cui si trovano i muri che conducono al monumento trasformato in valvola di sfogo dagli anarchici.

“Come è possibile che sotto questo cielo a oltre un secolo si possa ancora inneggiare all’esecutore di un efferato delitto – spiega il professor Varisco – Come docente ho provato un senso di grande imbarazzo pensando a tutti quei ragazzi che vengono male informati sulla storia, che leggendo queste scritte possono crescere privi di valori di legalità e di rispetto della vita umana”.

Una brutta abitudine quella che nell’ultimo anno e mezzo si è diffusa in città: muri pubblici e privati presi di mira dagli estremisti sia di destra sia di sinistra che sfogano il loro risentimento verso l’avversario danneggiando il bene dell’altro.

Monza città operosa non merita certo di essere ricordata soltanto per l’eccidio del re d’Italia – aggiunge il cavalier Varisco – Indubbiamente è stata a lungo sede del Regno d’Italia custodendo la “Corona di Ferro” che molti regnanti hanno impiegato come particolare diadema nella loro investitura”.

Grande la rabbia sia come monzese sia come educatore. “Questa scritta non è degna né di Monza né dei monzesi – ha concluso – a prescindere da ogni ideologia politica e da ogni bandiera”.

E l’indignazione del docente è oggi più che mai attuale, alla vigilia di quel “Taz” che si svolgerà domani sabato 16 settembre in un luogo non ancora svelato dagli organizzatori, il gruppo degli antagonisti di Tarantula. Tra le iniziative è prevista anche una sessione di Jam Writing cioè di imbrattamento dei muri armati di bombolette spray. Ma non solo: occuperanno uno spazio e durante il pomeriggio e la serata ci sarà un susseguirsi di eventi di musica live, presentazione di libri con l’ingresso a pagamento (3 euro) per raccogliere fondi per “le spese legali di antifascisti inguaiati con la legge”, come si legge sul profilo del gruppo.

Una manifestazione autogestita e non autorizzata che ha fatto andare su tutte le furie il sindaco Dario Allevi che ha promesso di essere presente per evitarne lo svolgimento. Di vedere la città imbrattata di scritte non ne vogliono sapere neppure i membri del gruppo “Fight the writers” che hanno appoggiato la presa di posizione del primo cittadino. Loro che da anni sono impegnati non soltanto nella pulizia dei muri imbrattati dai vandali, ma anche in attività educative nelle scuole per combattere la piaga del vandalismo.

Al fianco di questa battaglia anche Egidio Riva, capogruppo del Pd in Consiglio comunale che ieri sera, durante l’assise, ha confermato la sua vicinanza alla decisione di Allevi. “Da parte mia e da parte del Pd ferma condanna nel mancato rispetto della legalità – ha spiegato all’interno di un più ampio discorso sul rispetto delle istituzioni – Ferma condanna verso ogni atto di vandalismo, abusivismo e non rispetto della legalità temi che stanno a cuore a tutti noi”.

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