L’ossessione del pubblicare. Riflessioni d’agosto. Ieri, una persona conosciuta da tanti ci ha lasciati. QBN e B+, non hanno pubblicato nulla.

Solo la scarna notizia, data da Carlo Gaeta, è andata sul nostro social.

E allora?

Allora, per qualche attimo, da editori, per quella assenza di notizia sui giornali, ci siamo sentiti fuori posto. Nonostante abbiamo impiegato l’ultimo mese a dire, spiegare, argomentare, che stiamo intraprendendo rispetto ai giornali un cammino diverso, ne’ migliore ne’ peggiore, solo diverso, nell’anima ci siamo sentiti quel bisogno ossessivo di mettere la notizia, subito, anche su QBN  Scrivere il nome di chi ci ha lasciato, cosa ha fatto, coinvolgere le altre persone, creare un turbine di attenzione, l’emozione instantanea, raccogliere clic, fare lettori,  e….

Ma, ciò non è stato. Saranno i boschi e il mondo meno ossessivo, più silenzioso, che in questi giorni ci circonda. O sarà che forse, davvero, il fondo ideale di QBN, sta cambiando, non abbiamo scritto altro.

Verrà, magari, un giorno, di raccontare la storia di Angelo. Quando le parole usciranno meno di getto. Quando il tempo avrà stemperato le emozioni, quando verranno righe destinate a durare. Quando gli altri su Angelo saranno silenzio, perchè l’ossessione avrà preso altri sentieri.

Verrà…

Per ora è il silenzio di QBN sulla persona che non c’è più, è il solo nostro modo, profondo, di ricordare.

Forse adesso davvero stiamo non solo dicendo, ma anche capendo, che comunicare, qualsiasi comunicare, non ha bisogno di ossessioni, ma di dipingere emozioni. Ed essere editori non ha bisogno di clic, ma trovare qualcosa da dire che sia in grado di restare.

E essere editori ha anche bisogno di silenzi… a volte, quando gli altri urlano.

Mario Rigoni Stern diceva che le luci artificiali nella natura sono cattive, perché ti impediscono di vedere le stelle.

Ecco…

CC

 

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