L’ultima provocazione di Nando Pessina: chi è il consigliere comunale più “pizzoso”?

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MONZA – A chi spetterà lo scettro di consigliere comunale più pizzoso? Di quello che con i suoi interventi ti fa annoiare e sbadigliare, o talmente prolisso e polemico (o vergognosamente ossequioso) ti fa esclamare, sia in aula sia seguendo la diretta streaming, “Ma che pizza!”?

Un primato poco conteso, quello che ha messo in palio (naturalmente stiamo scherzando) Nando Pessina che dalla sua pagina facebook ha rallegrato e animato la campagna elettorale 2017 e che ancora oggi si diverte a punzecchiare i politici monzesi.

Questa volta con un sondaggio, chiedendo al popolo della rete: chi è il consigliere più pizzoso? Il professor Paolo Pilotto, storica anima del Pd, insegnante sempre preciso e puntuale nei suoi interventi con numeri, dati e riflessioni, mai offensivo e dai toni pacati e rispettosi. Oppure Marco Monguzzi capogruppo di “Monza con Maffè” che adesso dai banchi della maggioranza non punzecchia più sindaco e assessori, ma quando prende la parola rischia di non rispettare i tempi, con la certezza che i suoi interventi non hanno mai vena critica e polemica.

Un concorso ironico e divertente. I due candidati non devono certo prendersela a male: si sa che la satira e l’ironia fanno parte del gioco della politica.

Il sondaggio, iniziato domenica sera, durerà per una settimana e come Nando Pessina ha spiegato non è stato facile restringere la rosa dei candidati, confermando che alcune volte ha dovuto cedere a qualche tazza in più di caffè per non addormentarsi durante le sedute del consiglio comunale. C’è chi ironizza: non è giusto dover scegliere tra Coppi e Bartali, c’è chi non si esprime.

Ad oggi la votazione vede davanti Paolo Pilotto al 57 per cento mentre il collega di maggioranza Marco Monguzzi lo segue al 43 per cento. Ma ci sono ancora cinque giorni per votare.

Un’occasione non solo per ridere, ma anche per far riflettere chi dai banchi del consiglio comunale (naturalmente senza fare nomi e cognomi) spesso non guarda l’orologio o ama prendere la parola semplicemente per il piacere di esporre lunghi discorsi dove spesso chi assiste dall’aula o da casa non riesce a capacitarsi del motivo dell’intervento.

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