Lunga vita alla Tigre, regina dei felini

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Lunga vita alla Tigre, regina dei felini

Se il Leone è il re della foresta, lei è senz’altro la regina della giungla.

La Tigre.

Il felino più grande, imponente, elegante e magnifico che esista sulla faccia della Terra.

Un animale che, oltre alla sua indiscutibile bellezza, porta dentro di sé un’aura di regalità e di nobiltà, che ci fa pensare al più bello e maestoso felino di tutti i tempi come a un assiduo frequentatore dei palazzi principeschi e delle sale del trono.

Un animale dalla magnificenza inestimabile. La Tigre.

Lunga vita alla Tigre, regina dei felini

Lo scorso lunedì, 29 luglio, si è celebrata la giornata mondiale in onore di questo bellissimo felino. Una giornata che, come ha ricordato il WWF, quest’anno è intrisa di un’importanza ancora maggiore, perché rappresenta il raggiungimento dei 10 anni del progetto siglato dai 13 paesi “natali” della Tigre. “Tx2” è l’iniziativa che ha l’obiettivo di raddoppiare il numero di esemplari di tigre presenti sulla terra. Un traguardo nobile quello prefissato ma, ahimè, molto difficile da raggiungere.

Sono solo 3.890, infatti, gli attuali esemplari di tigre vivi e vegeti sul nostro pianeta. Un dato che fa ancora più rabbrividire se si pensa che, soltanto il secolo scorso, erano ben 100mila i magnifici esemplari di tigre che vivevano allo stato brado, liberi, selvaggi e indomati tra la vegetazione del proprio territorio.

Lunga vita alla Tigre, regina dei felini

Eppure, gli ultimi dati farebbero ben sperare, e hanno permesso di fatto di celebrare quest’ultima Giornata Mondiale della Tigre con un tocco di ottimismo in più. In Nepal, infatti, dal 2013 la popolazione di questi straordinari felini, è aumentata del 19%. Siamo ancora molto lontani dal raddoppiare il numero di tigri allo stato brado nei 13 paesi in cui quest’ultima vive, però l’incremento attualmente registrato fa sorridere per la prima volta dopo molto molto tempo.

Lunga vita alla Tigre, regina dei felini

Sì, perché l’estinzione della regina di tutti i felini volge ormai in una situazione drammatica da tanto, troppo tempo. La tigre è, sicuramente da un secolo, preda di bracconieri e cacciatori. Uomini senza scrupoli e senza il minimo senso del rispetto per la vita altrui. Uomini, se così possiamo definirli, che amano i proiettili e la polvere da sparo più delle bellezze della meravigliosa natura. Uomini bisognosi di esprimere il proprio potere, il proprio dominio su qualcosa che, in realtà, non potrà mai essere domato, nemmeno con i fucili più spietati, neppure con lo sterminio più massiccio. La natura e le sue creature troveranno sempre il modo di crescere, di rinascere ancora e ancora, e di evolversi per sopravvivere.

E allora, a quale scopo uccidere un animale così bello, così unico, così inestimabile nei suoi colori e nel suo portamento? Nel trattare questo tema non posso che chiedermi cosa provino quelle persone a esibire sul proprio pavimento la pelliccia di una tigre. Quale il significato? Con che coraggio? Con quale senso di umanità riescono a osservare quella pelliccia bellissima ma vuota? Come un albero dal tronco cavo. È come una terra senza cielo. Come un diamante privato della sua anima, vuoto dentro, incapace di brillare come un tempo.

Perché, dunque, inoltrarsi nel territorio di quel bellissimo felino e porre fine alla sua vita. Perché volere un trofeo vuoto e crudele, quando si può ammirare la regale bellezza della tigre in tutta la sua vitalità. Guardarla muoversi con quel passo felpato silenzioso e deciso, agile e quasi altezzoso. Consapevole del suo regale portamento che ne evidenzia il movimento delle scapole sotto al manto striato. Con quale diritto porre fine a una tale bellezza, a tale potenza?

Lunga vita alla Tigre, regina dei felini

Negli occhi della tigre si legge l’essenza della sua anima. Nel suo sguardo brilla il guizzo famelico e vivace della vita che ha fame di essere vissuta. Il vento vibra tra i baffi e le orecchie della tigre, che dal vento riceve le parole della natura, della madre Terra. La Tigre. Un animale che ha lo spirito selvaggio e il cuore di un sovrano giusto e rispettoso di ogni forma di vita ma, soprattutto, di quell’equilibrio che le lega e le unisce tutte quante.

Un felino nobile e regale come la tigre non può trovare la morte in un proiettile. L’anima fiera della tigre non può dissolversi per mano dell’uomo. Di quell’uomo che da lei, dalla regina della giungla, così come da tutti gli animali della Terra, ha tanto, tutto da imparare.

Non esiste trofeo, cimelio da esibire e di cui vantarsi, o superstizione che possa giustificare la perdita di un’anima tanto forte, tanto nobile e fiera, come quella della tigre.

Viviamo in un mondo in cui il predatore più temibile, scorretto e spietato è pericolosamente vicino a noi: l’uomo. L’unico animale che uccide per il semplice e orrendo gusto di farlo, che invade il territorio di qualsiasi altra specie vivente con l’arrogante convinzione di doverne assumere il controllo.

Lunga vita alla Tigre, regina dei felini

Ma l’uomo non conosce le parole sussurrate dal vento che si insinuano tra la pelliccia ramata screziata di nero della tigre. L’uomo non conosce l’istintiva capacità della natura di riprendersi i propri spazi, con pazienza ma con altrettanta ferocia.

E allora ben venga il successo del progetto “Tx2”. Che il numero delle bellissime tigri in libertà nella loro natura raddoppi, triplichi, quadruplichi. Che il manto della Tigre color del fuoco striato d’ombra, possa sempre vagare indomato e incontrastato.

Francesca Motta

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