Michele Fierro: l’emozione dello scrittore che regala felicità

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MONZA – Una vita in mezzo a numeri e misure con il cuore e la mente proiettati verso la letteratura, quell’arte che libera emozioni e sentimenti senza i rigidi schemi di righello, squadre e compasso. Una passione che oggi si concretizza con la pubblicazione del suo romanzo “Il mare intorno all’isola” che già in stampa sarà disponibile tra poche settimane. Un’idea da mettere sotto l’albero quella che ci offre il suo autore: il monzese (d’adozione) Michele Fierro, 48 anni, barese di nascita, un passato come ufficiale dell’Esercito e poi dall’età di 22 anni un lavoro nel settore tecnico, ma sempre con il cuore rivolto all’arte intesa a 360 gradi.

“Una passione nata quando avevo otto anni quando mio papà mi regalò una chitarra classica – ci racconta Michele, davanti a una tazza di caffè felice di poter condividere la passione per la scrittura – La appesi al muro fino a quando, ormai adolescente, iniziai il rito mensile del barbiere insieme a mio padre. Nell’attesa del mio turno il parrucchiere, grande appassionato di musica, mi insegnava di volta in volta gli accordi. Così che ripresi in mano la chitarra e iniziai a suonarla”.

Ma soprattutto a comporre: a prendere in mano foglio e penna e imprimere sul foglio bianco quei pensieri e quelle emozioni che nella mente di Michele, prima adolescente e poi uomo, si susseguivano. E intanto poesie e racconti aumentavano e con il passare degli anni carta e penna vennero sostituiti dal notes dello smartphone. Fino all’incontro fortunato con una monzese, Stefania Convalle, scrittrice e organizzatrice di un concorso letterario al quale Michele, quasi per gioco, partecipò arrivando in finale con un racconto e con una poesia.

“Quando Stefania mi annunciò l’arrivo in finale rimasi senza parole”, un’emozione bloccata dal silenzio che ancora oggi gli fa luccicare gli occhi dalla commozione. La constatazione che la sua penna e il suo stile non piacevano solo ad amici e parenti, ma che anzi nel suo raccontare agli altri emozioni e storie riusciva davvero a catalizzare il lettore, lo avevano reso la persona più felice.

Una penna che andava comunque affinata. “Stefania Convalle mi ha spronato, incitato, corretto, spinto ad andare sempre oltre – aggiunge – A migliorarmi partecipando anche a corsi di scrittura creativa”.

Fino a quando è arrivato il grande salto: la stesura del suo primo romanzo in questi giorni dato alle stampe per l’edizione Convalle. “L’avevo iniziato nel 2016 – continua – scrivendolo in quattro mesi nei ritagli di tempo. Ma non ero soddisfatto. Poi quest’estate l’ho completamente ribaltato”.

Un libro ambientato in un’isola della Grecia, dove l’autore aveva trascorso una vacanza e della quale si era innamorato. Un libro fatto di terra, di mare (e non poteva essere altrimenti per un autore nato in riva al mare), fatto di vita e storie quotidiane che si intrecciano nell’arco di cinque giorni.

Ma non vogliamo svelarvi troppo. Possiamo semplicemente dirvi che vi emozionerà, conducendovi a riflettere attorno alla domanda che lo stesso Michele spesso si poneva:  che cosa è necessario per essere felici?

Ciascuno ha una visione e interpretazione della felicità. Noi possiamo dire di essere stati felici di ascoltare i racconti di Michele e soprattutto di ammirare i suoi calligrammi: quelle poesie scritte attorno alla sagome di un volto e quel racconto scritto all’interno dell’immagine di un uomo.

Barbara Apicella

 

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