MONZA –  La proposte di Monzainbici per una mobilità lenta e green non sono state recepite dall’amministrazione comunale. Avanzate in modo dettagliato nel mese di ottobre, per la maggior parte sono rimaste ai nastri di partenza. Un incontro, senza dubbio cordiale, ma poco produttivo quello avuto nei giorni scorsi dal presidente di Monzainbici, Pasquale Scalabrino, con l’assessore alla Viabilità, Federico Arena.

Un incontro per fare il punto della situazione su alcune proposte avanzate dall’associazione per favorire gli spostamenti in bicicletta, in una città tra le più inquinate d’Italia.

Le risposte dell’assessore sono state per noi ​in​sufficienti – si legge nel comunicato stampa inviato da Monzainbici –  soprattutto per i tempi incerti e lunghi degli interventi. Ma prendiamo atto della buona volontà di questa amministrazione ad affrontare il problema mettendo a disposizione le competenze Fiab per migl​i​orare e accelerare gli interventi”.

Questi ad oggi restano ancora sulla carta. Delle dieci richieste avanzate ad ottobre, la maggior parte sono ancora in fase di studio, altre invece non ancora avviate.

La richiesta di moderare il traffico estendendo a tutti i quartiere la sperimentazione di zone a 30 km/h ad oggi ha visto solo il coinvolgimento della via Confalonieri, una traversa di via Lecco dove è presente una scuola; sulla necessità di congiungere le ventidue piste ciclabili che ad oggi sono presenti a Monza l’associazione non ha ricevuto rassicurazioni sui tempi di intervento; resta in stand by anche la richiesta di collegare la futura fermata della metropolitana di Bettola con una pista ciclabile da largo Mazzini percorrendo tutto corso Milano fino alla via Borgazzi dove, invece, la pista ciclabile è già presente; fermo nei cassetti anche il “Biciplan” approvato nel 2012 dall’allora Giunta Scanagatti, all’inizio del suo mandato e che ancora oggi è presente più sulla carta che sulle strade.

Monzainbici ha ribadito inoltre la necessità di incrementare il bike sharing sul modello abbracciato dal Comune di Milano, di semplificare anche il servizio della punzonatura delle biciclette con l’impegno di aiutare l’amministrazione comunale a trovare una modalità più semplice, e di modificare il regolamento edilizio permettendo la realizzazione del parcheggio per le biciclette all’interno dei condomini, come peraltro previsto dalla Legge Regionale 38 del 1992.

È stata invece bocciata l’idea di chiudere temporaneamente le vie di entrata e di uscita dalle scuole durante gli orari di punta, limitando quindi il grande traffico e smog, provando magari con una sperimentazione in qualche istituto.

“Ringraziamo  l’assessore Arena per averci ricevuto e, volendo essere franchi e sinceri, troviamo le sue posizioni un po’  fredde riguardo al nuovo modo di muoversi in città – si legge nel comunicato stampa – ma da parte nostra c’è la più grande disponibilità alla collaborazione e al confronto, certi che i tempi sono maturi per un approccio moderno a questo tema”.

Monzainbici non si arrende: “Torneremo su queste e altre proposte perché vogliamo che la nostra città non resti la cenerentola d’Italia, in base alle ultime classifiche stilate da Legambiente e Sole 24 ore –  si legge ancora nella nota stampa – con tassi altissimi di inquinamento e incidentalità frequente, situazioni intollerabili in una città moderna e​ che vuole essere di attrattiva turistica come Monza.

B. Api.

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