Il video intitolato “Io non sono il cuscino” è la rappresentazione sintetica di un’antica pratica dello Jnana Yoga e di studi Buddhisti sulle reazioni emotive della mente. In particolar modo la tecnica yogica viene chiamata “Neti Neti” che dal sanscrito si traduce con: “Né questo, né quello”.

Tralasciano la ricerca mistica del caso e vediamone l’aspetto prettamente psicologico. Io non sono questo, e non sono quello, può aiutarci ad uscire dal processo doloroso dell’identificazione con un oggetto esterno, quando quest’ultimo può essere causa di dolore e sofferenza.

Ci viene automatico identificarci con ciò in cui crediamo, con quel che ci piace, con ogni cosa che in qualche modo rappresenti le nostre idee e le nostre opinioni.

Finché la cosa ci dona emozioni positive non c’è nulla di male nell’alimentare l’identificazione, ma siamo in grado di gestire tale processo quando veniamo attaccati emotivamente?

Le nostre idee e le nostre opinioni personali ci derivano dall’educazione ricevuta, dal nostro vissuto esperienziale, da cosa abbiamo letto e studiato, dalle persone che abbiamo incontrato e da tanto altro ancora, ma siamo certi che tutto questo immagazzinamento di memorie sia il nostro io reale?

Se fossi nato in Alaska avrei le stesse idee e gli stessi gusti che ho ora? Certamente no, quindi perché mai attaccarcisi morbosamente?

Io sono interista, ma se offendono la mia squadra del cuore, chi viene ferito, in realtà? Solo illusoriamente possiamo dire che venga ferito qualcosa o qualcuno.

In definitiva io soffro solo se mi identifico in maniera eccessivamente passionale con quella bandiera, con quei colori e con quella squadra.

E la stessa cosa vale per tutte le altre ideologie ed opinioni.

Mi dici che le mie scarpe sono brutte? Perché mai dovrei offendermi? Hai offeso le scarpe, non certo me. Io non sono le scarpe. Hai offeso i miei gusti? I miei gusti non sono me, dipendono dal mio passato e in futuro potrei io stesso avere gusti diversi.

Per ora mi fermo qui poiché credo che tale pratica vada assimilata un po’ alla volta.

In ogni caso penso sia buona cosa iniziare ad usarla nei momenti in cui veniamo attaccati in modo dialettico. E’ un addestramento che utilizziamo con grandi benefici nei corsi filosofici e sulla comunicazione dello Studio Gayatri. Nella vita di tutti i giorni, come nei social, è facile vedere come le reazioni emotive abbiano il sopravvento. Si inizia con una discussione su un determinato argomento e si finisce frequentemente con le offese personali.

Ripetendo a noi stessi: “non sono questo, non sono quello” come viene spiegato e suggerito nel video, il nostro stato emotivo non si accalora più di tanto e riesce a mantenere con serenità il proprio equilibrio, senza crollare di fronte ai colpi della nostra stessa permalosità.

natyan

http://www.studiogayatri.com

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