Nuovo bando ambulanze: “Non copre neanche le spese per il carburante”

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Nuovo bando ambulanze: "Non copre neppure i costi del carburante"

MONZA – Il nuovo bando di gara degli ospedali di Desio e Monza per l’affidamento dei servizi di trasporto sanitario parte al super ribasso. Talmente al risparmio per gli ospedali che le Croci guadagneranno di più a rimanere ferme in deposito piuttosto che a svolgere i loro servizi. La base d’asta non coprirebbe neppure le spese del carburante, della manutenzione dei mezzi e persino del cambio gomme.

Più che un rischio una probabilità e alcune Croci si sono già rivolte ai legali per far chiarezza sul documento. Con la richiesta di chiarimenti in merito alla gara a procedura aperta (con scadenza il 29 aprile 2018) che riguarda l’affidamento dei servizi di trasporto sanitario semplice, sanitario e di trasporto di sangue, emocomponenti, campione e materiale biologico e altri beni destinati alle Asst Monza (che comprende l’ospedale San Gerardo e quello di Desio) oltre a numerosi ospedali della Lombardia nelle province di Milano, Lodi e Milano città.

“Si parte già con una base d’asta inferiore del 15 per cento rispetto a quanto previsto dalla Regione Lombardia – spiega Roberto Di Ficcio responsabile amministrativo di Brianza Emergenza che da anni opera con gli ospedali di Monza e Desio, che porta avanti questa battaglia con i colleghi della Società cooperativa Alliance Milano e Croce Bianca Lazio Srl – Penalizzando fin dall’inizio Croci e cooperative”.

Come in tutte le gare, naturalmente, si giocherà molto al ribasso (in media dal 20 al 30 per cento): ma in questo caso la perdita inizia ancora prima di andare a contrattare.

“Nel bando è previsto esclusivamente il costo del personale – continua Di Ficcio – Non si tiene conto dei costi di manutenzione dei mezzi, delle assicurazioni, dei costi amministrativi come consulente del lavoro e commercialista”. Una gara talmente all’osso che vengono penalizzate sia le Croci storiche sia quelle più giovani.

“Pur non dovendo necessariamente produrre utili – ricorda Di Ficcio – la base d’asta deve essere quantomeno idonea a coprire i costi onde assicurare l’affidabilità e serietà nell’erogazione del servizio ed assicurare la corretta retribuzione del personale dipendente”.
La base d’asta non copre importanti voci di spesa per l’erogazione del servizio e la sicurezza di lavoratori e utenti. “Spese tutte a carico delle Croci – precisa Di Ficcio – Per fare alcuni esempi l’asta non copre il costo delle divise, lavanderia, eventuali pasti e buoni di indennità, visite mediche periodiche, carburante, cambio gomme, costi di disinfezione periodica dei mezzi che rispettado le Dgr e i protocolli Areu ammontano a circa 120 euro alla settimana, costo per lo smaltimento dei rifiuti speciali e di manutenzione delle apparecchiature elettromedicali”.

Altro problema riguarda anche i costi di copertura del personale. “Le tariffe prese in considerazione per il computo delle retribuzioni del personale (come indicato all’art.14 pag. 57 del capitolato speciale, ndr), fanno riferimento al Ccnl Cooperative Sociali – precisa Di Ficcio – Ciò significa che gli operatori economici autorizzati a svolgere tali servizi, che non sono Cooperative ed utilizzano altro tipo contratti, per esempio contratto collettivo Anpas o Sanità Privata Aiop, sono esclusi a priori in quanto questi contratti sono notoriamente più onerosi”.

Si aprirà a questo punto una sorta di guerra tra i poveri: chi vorrà comunque continuare e garantire il servizio conscio di perdere parecchio oppure chi, calcolatrice alla mano, all’ harakiri preferisce lasciare il mezzo in deposito.

“Come linea di principio riteniamo che gli importi posti a base d’asta, in una competizione economica, debbano essere adeguati ai servizi o ai prodotti richiesti con particolare riguardo alla remunerazione per la forza lavoro che, in ogni caso, deve essere tutelata – ribadisce Di Ficcio – Importi a base d’asta particolarmente ridotti, o tariffe abbattute come nel caso di specie, lasciano aperto un varco alla “mala gestio” che si traduce in lavoro nero ed evasione contributiva, che rischiano di diventare elemento strutturale del mercato, tanto da essere ormai fenomeni di discriminazione e di selezione nelle gare d’appalto”.

A rimetterci, come sempre, saranno i pazienti.

Barbara Apicella

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