Pietro Mennea, il ragazzo di Barletta: 28 giugno 1952:

0
Pietro Mennea, il ragazzo di Barletta: 28 giugno 1952:

Pietro Mennea: 28 giugno 1952, fra il mare e la piana pugliese, padre sarto e madre casalinga, famiglia modesta, nasce un ragazzino con un talento enorme: la velocità impressa nelle gambe.

Era l’era dei velocisti precedenti a quelli contemporanei, quella di fisici smilzi, bianchi pari se non superiori agli atleti di colore. Un altro mondo sportivo, quello che presto sarà popolato dal ragazzino pugliese.

Subito saltò fuori la diversità di Pietro Mennea, o meglio la sua velocità. Quel ragazzino volava, e ancor più, amava volare.

Si dice che già a 15 anni, sui lunghi rettilinei d’asfalto della periferia, sfidava le auto, e vinceva.

Da subito Pietro fu notato dalle autorità sportive, che lo portarono a Formia, mettendolo alle cure del professor Vittori. Diedero vita a uno di quei matrimoni d’anima e intenti che sono leggenda nello sport, e insieme scalarono il mondo.

Campione olimpico, vicecampione mondiale, 3 europei. E ancor più significativo, a fine di un percorso di sport e ricerca che lo porto alle alture di Città del Messico a caccia del record, nel 79 scrisse un primato mondiale sui 200 (19.72) che durò fino all’epoca dopo, il 1996, da Michael Johnson, uno di un’altra era, appunto.

Il suo recordi italiano dei 100 è durato fino a qualche giorno fa, fino ad un altro talento, Filippo Tortu.

Al di là dello sport, Mennea comunque fu oltrechè atleta un uomo simbolo, sempre tormentato dal concetto di giusto, di milgiorare ma anche crescere, ondivago ma aperto alla società. Un uomo di grandi domande e grandi esempi, complesso ma proprio per questo ricco, da raccontare. Morì presto, nel 2013, troppo presto. Ma resta un simbolo da esplorare, se si vorrà mostrare lo sport per quello che è, un esempio, e un paradigma della vita.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.