QuiBrianzaNews e BrianzaPiù.

Unire i puntini. Unire le esperienze. Condividere.

Alimentare una piccola rete con l’obiettivo di uscire dal coro, o meglio dagli urli della notizia a tutti i costi, pur di fare audience; c’è già chi lo fa, magari anche bene, noi cosa possiamo aggiungere?

Per qualche click in più si dà in pasto il sangue, il dolore, le lacrime.

Temi per incrementare un vortice, spesso inutile, di visualizzazioni con tempi di lettura ridottissimi ed indefinibili dal punto di vista della percezione e del ritorno. Senza chiedersi se questa ossessione abbia un senso.

Ha un senso? Noi ce lo siamo chiesti, e quel senso non lo abbiamo trovato.

Se è vero che il giornalismo è radicalmente mutato in quest’ultimo decennio, è altrettanto vero che l’avvenuta mutazione è stata frutto di una commistione di esigenze ben lontane dai concetti di verità, etica, valori, professionalità; siamo una categoria ormai sempre meno credibile dal punto di vista dei contenuti espressi.

Colpa anche di editori non in grado di esprimere progetti, o innovazioni, o nuovi orizzonti culturali. Colpa di ‘giornalai’ preoccupati dai riscontri e non dal valore dei contenuti che firmano. In competizione con blogger e influencer che manco si sa che pedigree hanno e da quale angolo di mondo artefatto sono piovuti.

QuiBrianzaNews e BrianzaPiù. Cosa vogliono rappresentare?

Su questi concetti in una serata ci siamo ritrovati e abbiamo iniziato un percorso di condivisione delle filosofie editoriali e dei possibili contenuti.

QuiBrianzaNews e BrianzaPiù.

Mettere a disposizione strumenti di narrazione con cui mostrare il positivo, il bello e il buono. Le tante eccellenze del nostro territorio. Per raccontare il meglio. Senza alcuna presunzione di successo. Solo con la voglia di leggere questo Paese, e la nostra grande Brianza, in modo diverso, con qualche sogno e un po’ di speranza nel futuro.

Una sfida nella quale vogliamo far emergere i nostri tanti i Top. I migliori.

Gli innovatori che sentono il bisogno di una crescita qualitativa della loro comunicazione.  Quelli che hanno voglia di uscire da una pubblicità urlata e fatta di spot veloci per dare spazio a racconti scritti in punta di penna, dove prevale il contenuto, costringendo il lettore ad un piccolo sforzo.

Il mondo della comunicazione, quello fuori dalle nostre piazzette italiche troppo provinciali, da anni sta mostrando che ne vale la pena. Contenuti che offrono un minuto in più di attenzione per meglio comprendere. Perché le ‘sveltine’ saranno anche piacevoli ma alla fine ciò che rimane di loro, è nulla, anche nella comunicazione.

I Top: attenzione a quello che oggi viene definita come  ‘Communication content’, ovvero comunicazione in grado di soddisfare, non solo curiosità e morbosità, bensì buoni sentimenti e valori positivi.

Noi ci crediamo. Testardamente. Una fede, Perché altrimenti come specie umana non ci resta che il nulla. Ed in effetti, a ben pensarci, analizzando i social, ci siamo quasi, al nulla.

Crediamo al futuro. Ecco perché abbiamo deciso di rimboccarci le maniche per dare vita a questo progetto editoriale condiviso nel quale far crescere i nostri iTop, partendo dai video, dagli storytelling e quindi da parole chiave che fanno ancora la differenza.

Perché creano emozioni. Le emozioni. Il pubblico ne ha bisogno.E anche il mercato. E noi.

 

CG CC

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