Renzi in Brianza: la ruvida accoglienza della “terra del fare”

0

LISSONE – “Matteo, l’Italia quando la risolleviamo?”. Non perdono tempo in troppi convenevoli i tantissimi brianzoli che giovedì pomeriggio sono arrivati in stazione a Lissone ad accogliere il segretario del Pd Matteo Renzi. Abituati a correre, gli abitatori della “terra del fare” hanno accolto l’ex premier con un filo di toscanissimo e ruvido scetticismo: “Il tuo treno è arrivato con dieci minuti di ritardo: se governerai l’Italia così, come minimo rimarremo indietro”. Ad aspettarlo, oltre a un piccolo bagno di folla di curiosi e simpatizzanti, anche i sindaci di centrosinistra, il presidente della provincia Roberto Invernizzi, tanti consiglieri regionali e il popolo del Pd.

L’atmosfera è la scena alla quale “Matteo” ci ha abituati: calore, battute (alcune infelici), strette di mano, gli autografi alle studentesse, i selfie con i ragazzini e qualche gaffe (“Lei cosa fa? La pensionata?”, chiede a una signora con i capelli bianchi che lo guarda storto, ma poi vuole fare una foto con lui). L’ex premier è impegnato nella campagna d’ascolto nazionale “Destinazione Italia”: e la tappa in Brianza, con una visita al Museo d’Arte Contemporanea (un’ex fabbrica di mobili), una tappa alla scuola del legno Ipsia Meroni e un sopralluogo alla Cassina di Meda, un’azienda che produce mobili di eccellenza, disegnati da architetti come Le Corbusier, ma “ha rischiato di finire in Romania”, non è stata una passerella.

Renzi ha dedicato un momento agli amici e ai renziani di ferro. L’abbraccio con Fausto Perego, assessore ad Arcore, renziano di ferro: “Quando sono venuto ad Arcore c’era una giunta di destra, ora trovo te”. Ma ascoltare la “vera Brianza” non è stata una passeggiata per Renzi. Non sono mancate le critiche, anche da voci amiche, di quello che è il profondo Nord, spesso critico con Roma e con il “Rinascimento italiano” evocato dal giovane ex premier: “Si fa fatica – non gli nasconde per esempio il sindaco di centrosinistra di Lissone, Concetta Monguzzi, che lo accoglie al Mac – Troppe piccole imprese hanno ceduto di fronte alla crisi, e la Brianza è la terra delle picccole aziende. Tante hanno cercato di rinnovarsi, ma le difficoltà sono troppe. E noi sindaci? Siamo in trincea”.

All’Ipsia Meroni, l’abbraccio con gli studenti. Il preside Carmelo Catalano lo accoglie, poi cede la parola a una studentessa, che parla di “una scuola d’eccellenza nella terra del mobile e del design”, mentre Paolo Boffi racconta la storia della sua azienda: “Un’impresa di qualità che si sente sola, soprattutto all’estero”. Roberto Galbiati di Confartigianato parla infine della dimensione più tipica della Brianza: quella delle botteghe.

In città la visita anche alla Frassoni Srl, un’azienda artigianale d’eccellenza che ha arredato il Museo Egizio di Torino.

“Questo viaggio – ha detto Renzi – mi sta insegnando che c’è una cultura da rottamare: quella che vede l’Italia come un Paese stanco e rassegnato. Quella dell’assistenzialismo e del reddito di cittadinanza, che fa pensare non sia necessario spezzarsi la schiena. La Brianza mi insegna il contrario: qui c’è voglia di rimboccarsi le maniche. Mi porto via da questa tappa in Brianza la certezza che se terremo insieme, storia e capacità di saper fare saremo ancora capaci di produrre bellezza, come abbiamo fatto nel nostro passato, in un futuro caratterizzato sempre più da aziende globalizzate, computer e robot”.

Marco Mologni

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.