Rodolfo Beretta, era partito in treno, per andare a combattere neanche troppo lontano, rispetto ai tanti coetanei d’Italia che fecero la grande guerra, e rispetto ai 650.000 che non tornarono.

Probabilmente l’ultima volta che lasciò Villa Raverio Rodolfo aveva sentito il pesante rumore dell’uscio della cascina dietro le sue spalle, e gli occhi che lo salutavano con qualche parola in dialetto.

Rodolfo aveva mani da contadino, e quell’unione con la cascina, e con la lingua che si parlava, ridà un concetto di Brianza oggi scomparso.

Era il 1915 quando Rodolfo mise la divisa di un regno d’Italia, per buona parte inconsapevole, che andava verso una strage, la stessa che travolse Rodolfo.

Era partito. Aveva trent’anni. E oggi, idealmente, Rodolfo ritorna, in una Brianza, in una Italia, che non sa per buona parte cosa diavolo sia successo 100 anni fa, o almeno, non si è data il tempo di ricordare quei giovani che sono nel sangue di ogni famiglia di oggi, perché tutti i nostri antenati, tutti i nostri nomi, furono toccati da una assenza in famiglia.

Era finito alpino del distretto di Monza, e non lo uccise un fante austriaco, un’altra vittima designata di quella strage, ma una valanga dentro un inverno di nevicate record, e di tragedie conseguenti.
Quel che restava di lui è stato ritrovato sull’Adamello.
(tratto da difesa.it)

Aveva un filo di telegrafo legato a mo’ di fune di protezione, per tenersi in sicurezza. Non è bastato l’accorgimento, per salvarlo, d’altra parte quella sicurezza casereccia dice molto di un modo dell’800 di combattere una guerra moderna.

Ci son state cerimonie, e Rodolfo ha trovato qualcuno dell’Italia e della Brianza di oggi a ricordarlo, cosa buona, ma che se non lo avessero ritrovato, non sarebbe successa, perché ripetiamo, il centenario, per la Brianza e gli italiani, non esiste, vuoi mettere quanto contino di più i lacrimogeni del 1968 rispetto a 650.000 ragazzi sacrificati?

E’ così, Rodolfo Beretta è tornato, idealmente, nelle sue terre. L’oggi sono le foto di quel che resta di lui, con le lettere illeggibili e mai arrivate, la sua vicenda che si è stinta lassù, un po’ come quaggiù si è stinto il concetto della sua terra, la Brianza.

Rodolfo, e la Brianza, e l’Italia, ricordi che se li stringi assieme, si danno forza.

Una forza che non è passato, ma futuro.

Se solo noi si avesse voglia, di futuro. Ma no…

cc

(tratto da difesa.it)

 

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