Ronaldinho: fu un acquisto lampo, in pieno stile Berlusconiano. Un viaggio a Barcellona di Galliani, il senso del fare subitoe  bene, e via.

Ronaldo de Assis Moreira era del Milan.

Considerando l’oggi, la cifra fu ridicola per il 28 enne ex pallone d’oro che nel Barcellona aveva vinto tutto: 22,5 milioni.

Una trattativa serrata attorno al tavolo del Via Veneto, ristorante catalano,  che aveva fatto contenti tutti e che era stata conclusa con una telefonata di Berlusconi, alla Berlusconi, a Sky: è nostro!

Per il brasiliano una qualche grana fiscale lasciata alle spalle, per gli Spagnoli l’inizio di un nuovo corso Tiki Taka che avrebbe visto una serie incredibile di trionfi e per il Milan, sembrava l’ennesimo passo di una grande storia di uomini e campioni ma….

Beh, lì il discorso lì sarà più complesso. L’acquisto non porterà vittorie clamorose, il brasiliano se ne andrà d’inverno al Flamengo nel 2011, non essenziale al Milan di Allegri e Ibrahimovic campione d’Italia, al canto del cigno.

In realtà negli anni di Ronaldinho a Milano il calcio era cambiato, non era più questione di proprietari ma di capitali internazionali, piani industriali basati su stadi di proprietà e indipendenza economica dalla “casa madre”.

Andava declinando anche il mondo di Berlusconi, ma chi comprava il cappellini di Ronaldinho, con le treccine, questo non lo sapeva…

Però. quanta emozione

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