Sergio Bramini è il tempo delle riflessioni

Sergio Bramini. La sua vicenda  è nota.

Clamorosa, tanto che uno dei primi atti del nuovo esecutivo è quello di dare un ruolo consulenziale all’imprenditore monzese fallito nonostante un credito di oltre 4 milioni di euro maturato nei confronti della Pubblica Amministrazione.

La prima casa non va toccata, specie per chi vanta crediti con lo Stato. E va rivisto l’articolo 560 del Codice di Procedura Civile, che consente al custode giudiziario poteri enormi, come scaraventare il debitore fuori di casa prima che sia avviata la vendita forzata dell’immobile. Anche a costo di buttare in mezzo a una strada bambini, disabili o anziani pur di rendere appetibile l’asta” – così Sergio Bramini introducendo quella che dovrà essere la Legge Bramini, il mezzo che avrà l’obiettivo di ritoccare profondamente l’attuale legge fallimentare.

In Italia, il 25% delle imprese fallite hanno abbassato la claire a causa di mancati pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione.

Numeri allarmanti della CGIA di Mestre.

Appurato il fatto che il sistema Italia in ambito giudiziario, burocratico e fiscale è elefantesco, pensiamo anche alle altre cause che inducono al fallimento un’azienda.

E dobbiamo riconoscere che tra queste rientrano anche gli errori imprenditoriali. Perchè è vero che noi italiani non siamo trogloditi e siamo anzi maestri “nel fare”. Ed è vero che la recente crisi ha anche esaltato le qualità di alcune imprese italiane, capaci di sfruttarla e di riorientare con grande rapidità le proprie scelte e strategie.

La recessione insomma ha messo anche a nudo la fragilità e inadeguatezza di settori non piccoli del nostro tessuto imprenditoriale che di fronte alla violenza della crisi internazionale non sono stati in grado, per ragioni di sistema ma anche per limiti industriali, culturali o patrimoniali, di reagire ed adeguarsi a un quadro competitivo completamente mutato.

Anche questo va messo nel conto e valutato con l’attenzione e il rigore che merita. Errare è umano. Fa parte del gioco. Ed è molto spesso che da un fallimento nascono le grandi imprese. Le grandi idee.

Elon Musk , il CEO di Tesla che per eccellenza ha realizzato i propri sogni in realtà imprenditoriali di caricatura internazionale. La sua citazione più conosciuta del sudafricano, riguarda proprio il fallimento – “ Il fallimento è un opzione da considerare. Se non fallisci non stai innovando abbastanza “.

Osare, rischiare e credere fortemente in ciò che si crede. Gli errori non sono dei fallimenti ma delle istruzioni su come guardare il futuro. Sono ciò che ci consentono di perfezionare e modellare il nostro sogno. I nostri progetti. La nostra azienda.

Innovare…

Facile a dirsi. Difficile a farsi. Soprattutto se in ballo c’è un patrimonio da difendere che rappresenta, quindi, un motivo in più di preoccupazione per l’imprenditore a non voler cambiare, crescere, rischiare, osare.

Manca la tranquillità di avere dalla propria parte la presenza di uno Stato che ti aiuti nel caso in cui l’idea non ha risultato. Manca dalla propria parte la consapevolezza, la sicurezza e la tranquillità di difendere ciò che fino ad ora si è creato.

Per liberare la mente da ogni pensiero malsano e dedicarla alla realizzazione del progetto e dello sviluppo della propria azienda. O anche, semplicemente, al cambio generazionale.

Nell’epoca in cui viviamo le responsabilità e i rischi connessi all’esercizio di un’attività di impresa o di una professione sono molteplici coloro che sono titolari di un patrimonio nutrono, pertanto, una legittima aspettativa di vedere tale patrimonio protetto rispetto all’ipotesi che eventuali creditori possano aggredirlo.

È giusto, quindi, rivedere l’attuale Legge Fallimentare. Ma è altrettanto giusto che sia lo stesso Imprenditore a conoscere quali siano i mezzi e gli strumenti utili che la Legge mette a disposizione per tutelare il proprio patrimonio aziendale ( inteso non solo come patrimonio materiale ma anche di immagine ) e patrimonio, conseguentemente, personale.

Sostegno e conoscenza. Due facce dello stesso cammino che vanno ritarate e rinnovate, oggi, in nuova prospettiva.

Alle istituzioni la possibilità di un rapporto diverso fra imprenditore in difficoltà e stato, al professionista il dovere di informarsi ed essere informato.

Molti gli strumenti e le opportunità. 

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Vi aggiorneremo a breve.

Francesco Manfredi

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