Storie dell’Agostoni. Michelotto vince e la bicicletta sparisce. 10 ottobre 1968

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Storie dell'Agostoni. Michelotto vince e la bicicletta sparisce
Storie dell'Agostoni. Michelotto vince e la bicicletta sparisce

Storie dell’Agostoni. A fine anni sessanta si correva d’autunno, giusto alla vigilia dell’omonimo mondiale, il Lombardia.

Sostanzialmente ragioni logistiche. Gli spostamenti delle squadre erano lenti, ed avere diversi impegni sul luogo, era conveniente.

Quello del ’68, su strada, non era un ciclismo rivoluzionario come l’anno suggerirebbe. Altra cosa fu invece la pista, quell’anno. Adorni aveva appena vinto il Mondiale a casa sua, ma era in forma calante dopo le tante feste, così come gli altri protagonisti, i soliti Merckx, Motta, Dancelli, Bitossi. Il Lombardia lo vincerà van Springel, Merckx sarà “solo” terzo, a dire del momento malinconico.

Da parte dei campioni, insomma, fu una corsa svogliata. Vinse un giovane corridore italiano. Un barista d’inverno a Trento, che d’estate correva: Claudio Michelotto della Max Meyer. Vincerà in carriera qualche corsa. Un anno vestirà anche la maglia azzurra.

Niente di più. A Lissone, dopo che il Ghisallo aveva fatto l’ultima selezione nel percorso da 230 chilometri (altri temi e altri chilometraggi…), Michelotto arriverà da solo. Precederà Van de Bossche di 55 secondi, e verrà salutato dalla solita folla di tifosi sul viale d’arrivo. Tutti tifosi appassionati e disinteressati, tranne uno, che approfittando della confusione, gli ruberà la bicicletta.

Non si sa se per evitare il ladro, o le contestazioni di un tifo troppo italiano, Merckx concluderà il percorso 200 metri prima, prendendo una via laterale e non tagliando il traguardo. Gli altri campioni: non pervenuti.

Ordine d’arrivo Coppa Agostoni 10 ottobre 1968.

1 Claudio Michelotto (Max Meyer)

2  Van de Bossche a 55 secondi

3 Mealli

4 Panizza

5 Ferretti

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