MONZA – Il sindaco Dario Allevi e l’assessore alla Sicurezza Federico Arena l’avevano promesso in Consiglio comunale: i responsabili delle aggressioni ai banchetti di Casa Pound e Lealtà e Azione sarebbero stati puniti.
E così è stato: a due mesi e mezzo dai tafferugli del 20 gennaio tra i militanti dei Centri sociali e quelli di estrema destra è stato notificato a oltre una decina di antagonisti l’avvio del procedimento per il foglio di via da Monza.
Una giornata, quella del 20 gennaio, salita alla ribalta delle cronache nazionali che aveva visto Monza al centro di una vera e propria guerriglia urbana con il ferimento anche di diversi agenti della Polizia di Stato.
Con questo provvedimento i destinatari non possono più fare ritorno a Monza salvo che venga richiesta un’autorizzazione oppure per un periodo non superiore a tre anni. Chi non rispetta il provvedimento incappa in un reato punito con un arresto da uno a sei mesi.
Un provvedimento accolto dai Centri sociali con aria di sfida: “Questa misura repressiva non riuscirà nel suo intento di isolare i compagni e le compagne e di rompere i loro rapporti con i territori in cui si portano avanti le lotte – si legge sulla pagina facebook del centro sociale Tarantula – Siamo e saremo sempre noi a decidere dove andare e con chi stare, non un foglio di carta firmato da un questore. Nessun passo indietro, nemmeno per prendere la rincorsa”.












Mandiamoli via tutti! Siamo stufi di questi nullafacenti che fanno solo danno. I litigi li facciano a casa loro!
Paolo