Il turismo in Italia parla sempre più straniero. Presenze in aumento ma, sull’altro piatto della bilancia, soggiorni più brevi. E’ la situazione evidenziata dal rapporto “Il turismo internazionale in Italia”, realizzato da Confturismo e Confcommercio e reso noto a Cernobbio.

Un dato su tutti, quello del numero degli stranieri arrivati in Italia nel 2016 per turismo: 56 milioni, ovvero un aumento dell’1 per cento rispetto al 2015, con un rapporto diventato di 1 a 1 con il turista italiano. Un dato, quello riferito agli arrivi dall’estero, comunque in aumento rispetto al recente passato: basti pensare che si tratta di un 55 per cento in più rispetto al 2011.

A fronte del maggior numero di arrivi, tuttavia, balza all’occhio la minore spesa sostenuta dal turista straniero. I mille euro del 2001 sono diventati 661 nel 2016. E, di pari passo, è diminuita anche la permanenza: non più 4,1 giorni di media, bensì 3,6 (comunque cresciuta rispetto ai 3,5 del 2015). Con una perdita quantificata, nei quindici anni, in 45 miliardi di euro.

Nel rapporto è stata analizzata anche la provenienza dei turisti stranieri: dei 56 milioni, ben 39 milioni provengono dall’Europa. La crescita degli ultimi anni è dovuta invece ai visitatori residenti in altri continenti, con particolare riferimento ai cinesi (1,5 milioni in più negli ultimi due anni).

Stilando una classifica, la nostra fortuna continua a essere rappresentata dal turista tedesco (che trascorre però 4,9 giorni di media invece dei 5,5 precedenti), davanti a quello statunitense, al francese e al cinese che, tuttavia, arriva e riparte: in media chi arriva dal grande Paese asiatico resta da noi solo 1,8 giorni. Un giorno e 19 ore.

G.Gal.

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