U28: quando la medicina del futuro si chiama San Gerardo

U28: una sigla che rappresenta un luogo messo al confine fra Vedano e Monza.

Un ambiente di eccellenza, dove il presente è una prospettiva.

In U28 il tempo che vive è il futuro, cioè costruire quello che sarà la medicina domani, sia prolungando la vita, sconfiggendo il tumore, sia risolvere in parte la sua degenerazione quando tocca il sistema nervoso centrale e prende il nome di Sla e Alzheimer.

U28 nasce da una collaborazione fra eccellenze: l’Ospedale San Gerardo e l’Università Bicocca.

U28 è un ambiente di ricerca basato sul modello della open science, nel quale i ricercatori si integrano si occupano in team di nanomedicina e di scienze omiche, mattoni fondamentali della medicina di precisione.

Una squadra coordinata e coesa, impegnata su progetti paralleli e costituita da designer di nanoparticelle il cui background è quello di specialisti di Medicina e Chirurgia, Biotecnologie e Bioscienze, Fisica e Scienza dei Materiali.

L’orizzonte attuale sono  le ricerche sulla terapia dei tumori e delle malattie del sistema nervoso centrale, dicevamo.

Il lavoro è indirizzato verso creazione di nuovi dispositivi per terapia genica e immunologica, per l’individuazione di medicine non estranee al corpo, in grado di combattere il nemico solo dove serve, individuandolo e colpendolo per una vittoria definitiva e senza danni collaterali.

Uno degli altri progetti su cui i ricercatori stanno lavorando è quello legato alla realizzazione di tessuti umani partendo da stampanti 3D.

Riprodurre gli schemi della vita. Comprendere e scriverne il libretto di montaggio.

Il grande obiettivo è la possibilità di produrre organi funzionali. Attualmente è già possibile biostampare porzioni di organo o tessuto, comunque già contenenti le differenti componenti cellulari.

I ricercatori stanno lavorando per “convincere” queste cellule a costruire un ambiente che sia il più vicino possibile all’organo o al tessuto naturale.

Si sta procedendo inoltre a costruire una riproduzione dello sviluppo organico di certe malattie, una fotografia che permetterebbe di individuare le alterazioni molecolari che sono alla base di alcune patologie.

Insomma, al di là di quello che si vede di un Paese che a volte raccontiamo alla deriva, l’eccellenza sopravvive. Va conosciuta.

E perchè lo sia. Raccontata.

Conviene a tutti.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.