Al Belvedere di Villa Reale a Monza, fino al 6 aprile 2026, la 43ª edizione de “Le Immagini della Fantasia” ti mette davanti un urlo poetico: la bellezza vista, pensata e restituita dai bambini.
Picasso diceva che ogni bambino è un artista nato; il difficile è restarlo da grandi. È vero anche il contrario: se da adulti riusciamo a sentire come un bambino, allora comprendiamo davvero l’arte, la cultura, e forse anche noi stessi.
La bellezza, a Villa Reale, ha lo sguardo dei bambini
A Villa Reale la bellezza non è un concetto: è un’emozione. Come la cultura. Il concetto svanisce, l’emozione resta. Ed è sempre un fatto educativo.
Questa rassegna, che da 35 anni attraversa generazioni e immaginari, quest’anno raccoglie oltre 200 opere dedicate al rapporto tra esseri umani e natura. Un percorso che, in fondo, si chiama vita come racconta Viviana Guidetti, Presidente di BrianzaBiblioteche.
Un viaggio simbolico che ci riguarda tutti
Dentro queste opere c’è tutto: la fiaba, il sogno, l’incanto, persino l’incubo.
Ogni immagine è un frammento di mondo, e insieme un pezzo di noi.
Passo dopo passo ti ritrovi immerso in un sogno lucido, quasi un’ossessione gentile.
Il protagonista è sempre il bambino — quello reale, e quello che ognuno di noi porta ancora dentro.
L’autore centrale di questa edizione al Belvedere di Villa Reale è Jesús Cisneros, con una creatività che è una parata di simboli, emozioni, stati d’animo. Mille mondi interiori che dialogano tra loro.
Un’esperienza che educa più dei social
Chiunque abbia un bambino, e chiunque abbia un mondo interiore, dovrebbe passare dal Belvedere in questi giorni.
Per i più piccoli è un percorso formativo che nessun manuale di psicologia può sostituire.
Per gli adulti è un promemoria: la creatività rende più forti del rumore dei social, del dolore, del disincanto.
Le guide della mostra fanno il resto. Brave, sensibili, dolci, padrone di come parlare al cuore e all’immaginario dei più piccoli. Le loro parole sanno parlare anche di un albero che, dopo 500 anni, ha scelto di non vivere più. Non come mistero, ma come compimento di un viaggio e di esperienze. La fine come riposo, come quando ci si addormenta, alla sera, stanchi di una giornata troppo vissuta
La fine non è mai la fine: né per un albero, né per noi.
Il luogo che accoglie la meraviglia
E poi c’è il Belvedere, parte restaurata di una Villa Reale unica.
Un luogo che mostra le sue radici: dai primi giardini neoclassici al respiro romantico del parco.
La mostra rimarrà aperta ancora per pochi giorni.
Meglio non mancare quest’anno alla edizione dela Mostra al Belvedere di Villa Reale.
Per noi, e per raccogliere ciò che chi l’ha creata ha seminato: stupore, cura, visione.
Perché la cultura nasce dallo stupore, mai dalla stanchezza o dalla ripetizione.
CC











Lascia un commento