Bullismo psicologico: come intervenire?

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Bullismo psicologico
Bullismo psicologico

Nel corso degli ultimi anni, il bullismo psicologico ha assunto un rilievo sempre più marcato nella società, destando un allarme via via più forte nelle famiglie e nelle istituzioni per le conseguenze devastanti che è in grado di provocare.
Una problematica che riguarda da vicino i più piccoli e gli adolescenti più fragili, che spesso subiscono danni enormi a causa di atti di questo genere. Il tutto è legato a segnali che indicano la prevaricazione di soggetti o gruppi prepotenti nei riguardi di chi non possiede gli strumenti più adatti per potersi difendere. Tanti casi di cronaca che purtroppo si registrano quotidianamente, come si può leggere dai diversi giornali anche in rete (è possibile seguire le notizie su mwinda.it ad esempio o su altri siti di informazione che affrontano il tema).

Cosa si intende per bullismo

La prima cosa che occorre fare, quando si affronta un problema come quello del bullismo, è cercare di definirne con precisione i contorni. Ovvero le caratteristiche che contribuiscono a rendere così pericoloso il fenomeno.
Per bullismo si intendono tutte le azioni intenzionali messe ripetutamente in atto nel corso del tempo da uno o più “bulli” nei confronti di un soggetto il quale è evidentemente incapace di difendersi in maniera adeguata. Una serie di condotte che sono caratterizzate da uno squilibrio evidente in termini di potere tra le controparti.

Il bullismo psicologico

All’interno delle varie forme di bullismo, una delle più insidiose è quello psicologico. Inteso come attitudine da parte di un soggetto dominante a stabilire una posizione di supremazia non con i classici soprusi di carattere fisico o verbale, bensì tramite la diffusione di dicerie e calunnie.
Comportamenti che sono in grado di condurre la vittima all’esclusione da un gruppo con conseguente isolamento sociale. Una modalità di bullismo che è in voga soprattutto tra le ragazze, almeno stando alla letteratura sull’argomento degli ultimi anni. Rivelandosi peraltro ancora più insidioso, in quanto difficile da intercettare da coloro che dovrebbero combatterlo.

Come si dovrebbe intervenire per stroncare il fenomeno?

Quali sono le modalità le quali dovrebbero caratterizzare l’intervento di genitori ed educatori contro il bullismo psicologico? Secondo gli esperti esso dovrebbe avvenire sotto forma di una vera e propria sinergia. Dando luogo ad un intervento contraddistinto da grande cautela, quindi evitando per quanto possibile domande dirette, destinate a provocare la chiusura dei soggetti interessati. Inoltre è necessario riuscire ad accertare senza alcun dubbio che si sia in presenza di vero e proprio bullismo psicologico, evitando di affrettare conclusioni le quali potrebbero rivelarsi sproporzionate di fronte alla realtà dei fatti.
Una volta accertata la presenza di atti di questo genere, la miglior forma di sostegno possibile consiste nel chiedere l’intervento di figure specializzate alle quali spetta il compito di evitare conseguenze molto gravi come il terrore di tornare a scuola o nell’ambiente in cui il tutto avviene, la manifestazione di ansia e attacchi di panico e cali notevoli dell’umore tali da sfociare in veri e propri episodi di depressione. Sino ai disturbi dell’alimentazione, a partire da anoressia e bulimia.

 

 

 

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