Come controllare i veri km di un’auto usata

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Come controllare i veri km di un'auto usata
Come controllare i veri km di un'auto usata

L’auto usata è la scelta preferita da molti automobilisti, ma a volte questo acquisto può nascondere delle insidie, specie quando avviene tra privati. La manomissione del contachilometri per abbassare il chilometraggio e vendere l’auto ad un prezzo maggiore di quello di mercato è forse la truffa più diffusa, ma con alcuni accorgimenti si può prevenire qualsiasi tentativo di raggiro.

In Italia il mercato dell’auto usata è particolarmente vivo ed in media per ogni 100 auto nuove immatricolate vi sono ben 190 auto usate che passano di mano. Anche durante quest’anno di crisi nera per il mercato dell’auto, le vendite di vetture di seconda mano hanno aiutato a reggere il colpo ed in proporzione sono aumentate dato che l’incertezza economica generale ha spinto molti automobilisti a scegliere un’auto usata per l’evidente risparmio che queste offrono. Al momento dell’acquisto è però importante considerare sia l’usura del veicolo così come l’anno di fabbricazione.

I controlli standard da fare al momento di comprare un’auto usata sono diversi. I rivenditori di auto usate online come Autoo si occupano di realizzare tutti questi controlli per il cliente in modo da offrire sempre un prodotto sicuro e garantito. L’ispezione riguarda sia lo stato della carrozzeria che degli interni, il corretto funzionamento delle parti meccaniche, che i tagliandi e le revisioni siano in regola, e anche un giro di prova, oltre a verificare i chilometri percorsi. È a questo punto che a volte l’acquirente che compra in maniera indipendente può portarsi a casa brutte sorprese dato che esistono persone disoneste che manomettono il contachilometri della vettura in vendita per poter tirare sul prezzo.

Il taroccamento del contachilometri dell’automobile per mostrare un chilometraggio inferiore a quello reale può avvenire attraverso la manipolazione delle rotelline se si tratta di modelli vecchi con contachilometri analogici, o intervenendo direttamente sulla centralina nel caso delle vetture moderne dotate di plance digitali. In questo caso il venditore ha di solito un “complice” nel tecnico meccanico/elettronico che realizza la manomissione. In altri casi i truffatori più esperti arrivano anche ad alterare la carta di circolazione del veicolo.

Per evitare problemi bisogna innanzitutto verificare i dati delle revisioni obbligatorie alle quali ogni veicolo dev’essere sottoposto dopo 4 dall’immatricolazione e poi ogni 2 anni. Al momento di effettuare il tagliando vengono registrati anche i chilometri percorsi dalla vettura così come appaiono sul cruscotto. Dunque dando un’occhiata al libretto di manutenzione ci si accorge subito se ci sono delle anomalie, come numeri che vanno all’indietro.

Altro strumento per verificare che quanto riportato sul contachilometri corrisponda alla realtà è il Portale dell’Automobilista, una piattaforma web istituita dal Ministero dei Trasporti con diversi servizi tra cui la possibilità di controllare i chilometri registrati da ogni vettura al momento dell’ultima revisione. Basta registrarsi ed inserire la targa del veicolo nel portale per verificare questo dato.

Un check visivo e pratico è poi il controllo dell’usura del volante, della plancia, dei sedili e del pomello del cambio, dei pedali freno frizione ed acceleratore, che potrebbero far sorgere dei sospetti in caso di una palese incongruenza con l’usura dichiarata del veicolo. Altro accorgimento che si può impiegare è quello di rivolgersi alle officine delle case costruttrici che possono effettuare un controllo elettronico della centralina del veicolo per verificare che i chilometri riportati sul cruscotto corrispondano a quelli realmente percorsi dalla vettura. Spesso le Case ufficiali registrano elettronicamente i tagliandi effettuati e così si può verificare se corrispondono a quelli dichiarati.

Al momento di acquistare un’auto usata è dunque di fondamentale importanza farsi consegnare dal venditore tutti i documenti, compresa una copia dell’ultimo certificato di revisione, per verificare che i dati non siano stati manomessi.

Se ci si accorge solo dopo l’acquisto di essere stati vittime di un raggiro, la legge garantisce in ogni caso la possibilità di reclamare l’annullamento del contratto di compravendita e la restituzione del pagamento fino a 60 giorni dal momento in cui si scopre la truffa, oltre ad aprire un procedimento penale nei confronti del truffatore.

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