I giganti di fieno, tra arte e natura

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I giganti di fieno, tra arte e natura

In questo periodo dell’anno più che mai, le balle o covoni di fieno, dette anche “biche”, riposano adagiate in vasti prati diventando ormai un paesaggio abituale per i nostri occhi.

Queste vaste spirali di fieno sembrano raccontare una storia infinita con i loro cerchi concentrici e alla vista si presentano quasi come dei delicati raccoglitori di esperienze della natura, talmente leggeri che un soffio di vento potrebbe sospingerli lontano, facendoli rotolare lungo campi lontani, verso terre sconosciute.

Eppure non è così, i covoni di fieno sono fermi, solidamente ancorati al terreno: pioggia fine e delicata, violenti temporali estivi, forti raffiche di vento, nulla li sposta. Nonostante l’apparenza soffice e leggera, come quella di una piuma, le balle di fieno che riempiono i nostri campi brianzoli in questo periodo hanno invece una solidità più simile a un forte tronco d’albero, che allunga le sue radici nel terreno per ancorarsi saldamente.

I giganti di fieno, tra arte e natura

I covoni di fieno, al di là del loro aspetto allegorico, hanno un’utilità non da poco.

Le balle di fieno in natura

La produzione e la raccolta del fieno, colloquialmente nota come “fare fieno” o più specificamente “fienagione”, avviene ogni anno durante la stagione di massima crescita dell’erba, ovvero durante la primavera e l’inizio dell’estate.

Dunque, l’erba giunta a maturazione viene tagliata e lasciata asciugare ed essiccare al sole, dopodichè il fieno può essere rastrellato in file per essere infine trasformato in balle.

Quelle che ai nostri occhi appaiono come delle sculture naturali, vengono usate come alimento per gli animali da allevamento quando non ci sono abbastanza pascoli a disposizione a causa delle condizioni climatiche avverse, come in inverno, oppure in quelle aree geografiche a coltivazione agricola intensiva, che non lasciano spazio al pascolo per gli animali.

Pertanto, il motivo per cui in questo periodo dell’anno questi assemblamenti artistici di fieno vengono abbandonati al sole, é dovuto al fatto che si deve attende il completamento del processo di essiccazione necessario prima di essere trasportati in un deposito.

I covoni di fieno nell’arte

Noi, umili spettatori di uno scenario regalatoci dalla fusione della natura con l’intervento dell’uomo, non siamo gli unici a rimanere affascinati da questi vortici di fieno che ci riportano a un’innocenza fanciullesca.

Non è un caso che molti celebri pittori, primi tra tutti Monet e Van Gogh, abbiano deciso di trasformare questi “giganti naturali” in dipinti, dedicando loro, addirittura, degli studi sul tema.

I giganti di fieno, tra arte e natura

E’ chiaro, quindi, che gli abituali quanto spettacolari covoni di fieno, emanino una percezione magica, artistica ed evocatica.

“I mucchi di fieno” o “I covoni” (Les Meules) è il titolo di una serie di circa 25 quadri dipinti dall’impressionista Claude Monet.
La serie ha per oggetto principale dei covoni di fieno che si trovavano in un campo proprio vicino alla casa dell’artista a Giverny.

I giganti di fieno, tra arte e natura
I giganti di fieno, tra arte e natura

Monet ha voluto fare di queste spirali di fieno, il soggetto del suo studio pittorico: osservandoli e imprimendoli sulla tela in diversi momenti del giorno e dell’anno, in modo da studiare e rappresentare il soggetto con innumerevoli e differenti effetti di luce, attraverso il cambio di stagione, di prospettiva e di condizioni meteorologiche.

I giganti di fieno, tra arte e natura

Già Millet, a sua volta, aveva fatto dei covoni la cornice alle sue “Spigolatrici”, piuttosto che il paesaggio che abbraccia un gregge di pecore in “Covoni: Autunno”.

I giganti di fieno, tra arte e natura
I giganti di fieno, tra arte e natura

Tema che non mancò di affascinare anche il noto Van Gogh che, nel suo dipinto “Mezzogiorno – Riposo dal lavoro”, raffigura una scena straordinariamente toccante: due contadini, stremati dal duro lavoro, riposano su dei covoni, a destra dei due lavoratori le scarpe abbandonate dell’uomo ed un paio di falcetti, strumenti del loro lavoro.

La pennellata veloce e allo stesso tempo dettagliata di Van Gogh, ci regala l’impressione che il vento stia attraversando il dipinto, accarezzando l’erba e i vestiti dei protagonisti.

I giganti di fieno, tra arte e natura

Se persino artisti del calibro di Monet e Van Gogh sono rimasti inevitabilmente intrappolati dal fascino delle sculture di fieno dei covoni, possiamo stare certi che un sentore di magia si respira eccome.

Magia, fascino, simbologia, un cerchio di fieno che rappresenta tutto quello che è il destino: una spirale di luci, di colori, un vortice che conserva dento di sé i cambiamenti della natura e degli uomini, LA VITA.

I giganti di fieno, tra arte e natura

Francesca Motta

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