Impronta ecologica: consigli e dati sull’Italia

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impronta ecologica

Tutti i nostri gesti hanno una conseguenza sull’habitat che ci ospita, motivo per il quale dobbiamo essere i primi a rispettare il pianeta, per consentire alla natura di offrirci un luogo confortevole e sano da vivere. In questi ultimi anni però l’attenzione verso la sostenibilità è venuta spesso a mancare contribuendo così, all’aumento dell’impronta ecologica. Vediamo quindi di approfondire i dati sull’Italia e i consigli per cambiare rotta.

Cos’è l’impronta ecologica e i dati in Italia

Per impronta ecologica si fa riferimento ai segni che ogni individuo lascia con i propri comportamenti quotidiani, a livello ambientale. Un’impronta scava dunque un solco sul pianeta provocando dei danni, e aumentando il peggioramento della situazione nel suo complesso. Esistono anche delle formule più o meno precise che consentono di calcolare l’impronta ecologica di ogni individuo, e sono utili per prendere effettivamente coscienza del proprio impatto negativo sul pianeta.

Qual è la situazione nella Penisola? L’Italia non è fra i paesi virtuosi da questo punto di vista, più che altro per via del ritardo accumulato negli ultimi decenni. Adesso si sta cercando di abbattere l’impatto nocivo sul pianeta, a partire dalle aziende, tramite la green economy ad esempio. Sono migliorati anche i comportamenti dei singoli individui, ma ancora non basta per poter dipingere lo Stivale di verde. L’Italia è ancora protagonista di un deficit ecologico evidente: ovvero di un’impronta ecologica che purtroppo supera la biocapacità del territorio tricolore. Per biocapacità, invece, si intende la capacità degli ecosistemi di assorbire quanto prodotto dall’essere umano (scarti), producendo al tempo stesso materiali biologici utili per la sopravvivenza.

Come fare per ridurre la propria impronta ecologica?

Per prima cosa, meno si inquina meglio è. Vuol dire prendere l’automobile solo quando è necessario, imparando a muoversi a piedi o in bicicletta, oppure optando per i mezzi pubblici o elettrici. In secondo luogo, bisogna fare maggiore attenzione alla corretta differenziazione dei rifiuti, e ovviamente agli sprechi energetici in casa, dall’acqua alla luce elettrica, passando per il gas. Riguardo questi ultimi aspetti, un passo per ridurre la propria impronta ecologica potrebbe essere quella di valutare una fornitura sostenibile, come ad esempio, quella di VIVI energia, che permette di portare in casa solo energia green proveniente da fonti rinnovabili.

Inoltre, sarebbe il caso di limitarsi con gli acquisti, dato che comprare molto significa aumentare la quantità di rifiuti gettati nell’ambiente. Per quel che riguarda l’alimentazione, i cibi a chilometro zero sono da preferire agli altri, ed è importante ridurre i consumi di carne, la cui produzione aumenta le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Infine, si suggerisce di risparmiare energia utilizzando le lampadine a LED, di sostituire i vecchi elettrodomestici con apparecchi di ultima generazione con classe energetica A+++, e di optare per un sistema domotico in casa.

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