La professione della scrittura: come muovere i primi passi e quanto si può guadagnare

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La professione della scrittura
La professione della scrittura

L’Italia è un popolo di letterati, un paese che ha storicamente dato i natali ad alcuni degli scrittori più importanti di sempre, da Dante fino a Leopardi, passando per altre penne sensazionali come Umberto Eco, Elsa Morante, Italo Calvino, Primo Levi e ancora Boccaccio, Manzoni, Pasolini, Bevilacqua, Moravia, Montale, Petrarca, Sciascia, Ungaretti e chi più ne ha più ne metta. Quella per la scrittura è una passione che si coltiva sin da giovani, e che richiede molti sacrifici, perché il talento da solo non basta, se la si vuole trasformare in una professione.

Come far diventare la scrittura una professione

Se si ha la vocazione per la scrittura e la volontà di lavorare sodo, il primo passo è capire come funziona questo lavoro. In sintesi, bisogna capire quale settore aggredire con la propria penna. Chiaramente i filoni in assoluto più prolifici sono quelli dei romanzieri e i giornalisti, ma ci sono anche molti professionisti che si cimentano con gli script del cinema e della televisione. Ci sono anche gli scrittori “occulti”, ovvero i ghostwriter: scrivono romanzi e sceneggiature firmati da altri, ma la penna è la loro. Negli USA, per fare un esempio, ci sono certi ghostwriter che guadagnano 10 volte di più rispetto agli autori che si avvalgono dei loro servizi. Per diventare scrittore serve talento, bravura e sacrificio. Inizialmente può servire anche una certa somma di denaro, soprattutto per chi vuole seguire alcuni dei vari corsi di scrittura presenti sul web e non solo.

Non sarebbe quindi del tutto sbagliato, in questi casi, fare un confronto sul possibile prestito personale online da richiedere, così da ottenere la somma giusta per poter coprire queste spese. In secondo luogo, si consiglia di leggere tantissimo, perché è così che si impara a scrivere e a trasmettere il proprio messaggio ai lettori. Naturalmente bisogna impegnarsi nel cercare una casa editrice consona alle proprie opere, o una collana dove poter “incastrare” il proprio gioiello letterario. Purtroppo, il circuito editoriale italiano è molto frustrante da questo punto di vista, ed ecco perché in tanti optano per il self publishing. Infine, basta seguire i consigli di mostri sacri come Stephen King, che da sempre dispensa suggerimenti utili, come la necessità di lavorare con l’obiettivo di esprimere sé stessi, senza dover per forza compiacere chi legge.

Quanto può guadagnare uno scrittore professionista?

Uno scrittore può guadagnare pochissimo o moltissimo, a seconda della tipologia di contratto che ha firmato, e dei successi delle proprie opere. Le royalties oscillano solitamente fra il 5% e il 10% del prezzo di copertina, mentre il guadagno (lordo) medio di uno scrittore non affermato va da 1.000 euro a 7.000 euro annui circa. Un professionista, che ha saputo farsi un nome e conquistare una sua nicchia di pubblico, guadagna all’incirca 18.000 euro annui. Poi ovviamente ci sono i fuori categoria, ovvero gli scrittori famosi, come nel caso di Camilleri, che con il libro “L’altro capo del filo” ha guadagnato quasi 300 mila euro. Nella classifica degli scrittori italiani più ricchi figurano anche Saviano e Gamberale, insieme a Ferrante, Manzini, Malvaldi e Fabio Volo. Le cifre di queste scrittrici e scrittori sono notevoli, ma è bene ricordarsi che l’editoria è un mercato complesso, riempito da logiche economiche e pubblicitarie spesso difficili da comprendere.

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