Trading online, come guadagnano le piattaforme

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L’utilizzo delle piattaforme per il trading online è un fenomeno piuttosto diffuso anche in Italia. Il motivo di tale apprezzamento è da ricercare nel fatto che questo modo di investire, che presenta sicuramente qualche rischio aggiuntivo, offre vantaggi in termini di semplificazioni e può essere proficuo se si riesce a muoversi con accortezza.
Per limitare i rischi stendendo un cordone protettivo intorno al proprio investimento ed elaborando la giusta strategia così da massimizzare il numero di operazioni riuscite e limitare le perdite, è indispensabile conoscere gli strumenti che fanno da tramite tra investitore ed il mercato. Le piattaforme di trading.

Come guadagnano le piattaforme di trading online?

Una domanda che si pongono in parecchi, prima di iniziare con questa metodologia di investimento, è quella relativa ai costi. Come guadagnano i broker sui servizi finanziari dispensati? Di base esistono due modi per farlo: le commissioni e gli spread. Andiamo a vedere la differenza tra queste due forme di remunerazione e quale convenga di più per l’investitore finale.

La differenza tra le commissioni e gli spread

Le commissioni sul trading online sono costi che le piattaforme applicano ad ogni operazione messa in atto dal trader. Sono particolarmente invise proprio perché sono applicate in maniera indiscriminata, ovvero sia in caso di esito positivo che di perdita. Molto spesso poi si tratta di costi nascosti, il che evidenzia mancanza di trasparenza da parte dell’operatore.
Lo spread è, invece, il differenziale che le piattaforme applicano quale modello di business per guadagnare, e che consiste in una piccola differenza tra il prezzo a cui è possibile acquistare (Ask) e quello a cui è possibile vendere (Bid).

La soluzione dei CFD

In sostanza alcune piattaforme utilizzano le commissioni nascoste per guadagnare. Di solito, le più comuni sono le commissioni di entrata, l’imposta di bollo sul deposito titoli, le spese di gestione e sull’eseguito. La scelta di gran parte degli utenti ricade, di conseguenza, sulle piattaforme senza commissioni; che sono ormai la stragrande maggioranza di quelle presenti in rete.
In particolare in questo elenco rientrano le piattaforme che permettono di operare attraverso i CFD, acronimo di Contracts for Difference: si tratta dei cosiddetti strumenti finanziari derivati che consentono di investire su un bene sottostante senza doverlo detenere. Chi vi ricorre quindi,  opera una sorta di scommessa: andrà short se pensa che il prezzo del bene calerà, long nel caso opposto.
Il guadagno, o la perdita, dipendono dalla distanza tra il prezzo di partenza e quello all’atto in cui si chiuderà l’operazione. In questo caso non c’è commissione, ma il guadagno deriva alla piattaforma proprio dallo spread applicato all’inizio dell’operazione (e che varia da un broker all’altro). Spread comunque meno oneroso rispetto alla commissione, motivo per il quale si dovrebbe optare sempre per broker che non applicano commissioni.

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