Autodromo di Monza vs territorio: cieca concorrenza

0
autodromo di monza
autodromo di monza

Così, nel week end del Gran Premio, anche l’autodromo avrà il suo fuori gp, con dj set internazionali, area padel, attrazioni fantasmagoriche e cotillons.

A detta della comunicazione dell’evento l’ispirazione è il centenario ma di evocazione culturale e di memoria ci sarà giusto il minimo sindacale. Il resto sarà musica, festa, intrattenimento (aperto a tutti il giovedì mentre per il resto delle giornate, a goderne saranno solo i paganti, ovvero quelli con il biglietto).

E’ imbarazzante, a leggere il programma, che quanto di quello che è stato organizzato là dentro le mura sarà simile a quello che avverrà nei comuni attorno all’Autodromo, nei vari Fuori Gp, a partire da quello monzese. Anzi, dal clamore comunicativo delle note stampa, sembrerebbe che dentro le mura dell’Autodromo ci sarà il top internazionale, nelle altre piazze solo repertorio nazional provinciale.

Non è del tutto vero. Ed è anzi da apprezzare che a Monza, nonostante il nulla preparato dall’amministrazione precedente, almeno nella visione della nuova Giunta si provi a guardare un po’ più in là dell’intrattenimento da salamelle e musica di piazza.

Nessuno di noi ha mai voluto contestare il Gp, che è storia e cultura sportiva eccellente delle generazioni che ci hanno preceduto. Ma a vedere tanta sovrapposizione, tanto spreco, tanta incapacità di coordinamento, specie nell’economia di guerra durissima che a settembre incominceremo a pagare in maniera spietata, è demenziale, se non peggio.

Oggi nessuno che abbia a cuore la comunità si può permettere cecità e sprechi come queste sovrapposizioni, e si può permettere soprattutto sforzi finanziari che non ricadano per buona parte sul territorio stesso. E si smetta con la sola tiritera dell’indotto, che non può e non deve essere l’unica ricaduta possibile.

Si può cambiare? Certo. Come? Coordinandosi, rendendo magari le manifestazioni strategicamente diffuse, con diversi poli, e magari con una collaborazione finanziaria.

Vedremo se il prossimo futuro andrà in questa direzione che sarebbe unicamente di buon senso, creando, magari con attori principali i territori stessi, da subito un tavolo aperto, agile, veloce, e soprattutto, innovativo, che metta assieme pubblico, privato, festa, cultura, scopo e finalità. Quello che non si è fatto buttando via il centenario, insomma.


Certo, oggi, davanti a questa festa divisa che è il GP, davanti a quell’autodromo chiuso che festeggerà per pochi, davanti a delle mura che non è giusto dividano il territorio da un bene del territorio stesso, davanti a tutto questo viene in mente la Versailles del 1789.

C’è un bellissimo film di Bertrand Tavernier che narra quei tempi, ed ogni tempo di fine impero. Finisce con una carrozza d’alta gamma che corre veloce e rischia di travolgere dei contadini che la guardano sfrecciare via. Uno di loro, infuriato, infangato, si rialza in piedi e urla: “e che ora la festa cominci….”. Il film si chiude così.

Era il 13 luglio 1789

CC


LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.