CRONACA DEI RAGAZZI CHE FECERO L’IMPRESA

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CRONACA DEI RAGAZZI CHE FECERO L’IMPRESA: BATTUTA LA SERBIA VICE CAMPIONE OLIMPICA
L’appuntamento del basket Italiano con le Olimpiadi mancava oramai dal 2004, quando l’Italia di Pozzecco e Basile conquistò l’argento perdendo in finale con l’Argentina. Ora la possibilità di accedere alle prossime Olimpiadi di Tokyo è concreta: bisogna però battere la Serbia vice-campione olimpica nel 2016 in casa sua e bisogna farlo senza gli NBA ed ex NBA italiani come Luigi D’Atome, Marco Bellinelli e Danilo Gallinari.
Quest’ultimo infatti era stato impegnato nei play-off NBA fino a pochi giorni fa, mentre Bellinelli e D’Atome avevano fatto sapere tramite comunicato stampa che non sarebbero stati presenti al pre-olimpico a causa dei problemi fisici con cui avevano dovuto convivere per terminare le loro stagioni nei club europei.
I convocati restavano quindi: Marco Spissu, Niccolò Mannion, Stefano Tonut, Nicolò Melli, Simone Fontecchio, Amedeo Tessitori, Giampaolo Ricci, Riccardo Moraschini, Michele Vitali, Achille Polonara, Alessandro Pajola.

Il quintetto iniziale schierato da Meo Sacchetti riuscì a passare subito in vantaggio con un parziale di 10-0. Da quel momento in poi i nostri avversari subirono la velocità e la tecnica degli azzurri: l’Italia rimarrà in vantaggio per tutta la partita. La Serbia puntò sulla fisicità dei suoi atleti, in particolare del centro dei Dallas Mavericks Boban Marjanović alto 2.22 mt ma l’Italia rispose benissimo in difesa, vanificando i vantaggi sui blocchi avversari e anticipando tutte le linee di passaggio. Nell’ultimo quarto i serbi sfruttarono la nostra stanchezza fisica e riuscirono a portare il punteggio sul -7 (95-102). Mancano 15 secondi, possesso della Serbia che però perde la palla. Nico Mannion va dall’altra parte in palleggio, il cronometro segna 11 secondi alla fine, poi 3,2,1,.. siamo alle Olimpiadi dopo 17 anni e ci andiamo con consapevolezza e determinazione.

Simone Fontecchio e Achille Polonara sono stati uno spettacolo per gli occhi, vederli giocare in coppia aveva fatto dimenticare tutte le delusioni della nazionale degli anni passati. Fontecchio si permetteva di prendere tiri forzatissimi senza sbagliare quasi mai mentre Polonara segnava da 3 punti come fosse una sessione di allenamento: indispensabili.
Mannion nonostante la giovanissima età (20 anni) palleggiava come un vero playmaker NBA, non perdeva mai la palla e segnava in terzo tempo con una facilità disarmante: talento.
Tonut è il giocatore fisico e allo stesso tempo rapido che serviva a quella nazionale, in difesa è un muro e in attacco fa sempre la cosa giusta: sicurezza.

Questi ragazzi giocavano assieme da appena tre settimane e vinsero da squadra, dimostrando che nel basket con umiltà, senso di appartenenza e fiducia nell’allenatore si può arrivare davvero lontano.

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