I Queen: un gruppo immortale

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    Queen-Sanremo-1984

    Correva l’anno 1970 ed a Londra avveniva un incontro che di lì a poco avrebbe cambiato per sempre la storia della musica: a credere in un nuovo progetto musicale erano un cantante stravagante di nome Farrokh Bulsara, nato a Zanzibar, allora protettorato britannico, un chitarrista di nome Brian May ed un batterista di nome Roger Taylor. Quel progetto portò alla creazione di un nuovo gruppo musicale, i Queen, e quel giovane cantante, dall’incredibile estensione vocale e dal talento poliedrico verrà conosciuto dal grande pubblico con lo pseudonimo di Freddie Mercury. Quello storico incontro cambierà per sempre il mondo della musica, sia per i successi che il gruppo britannico riuscirà a raggiungere di lì a poco, sia per l’influenza che avrà sulle generazioni successive di musicisti.

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    Il terremoto Queen

    A partire dal 1970, anno della loro prima apparizione, i Queen riuscirono a conquistare il pubblico un po’ alla volta, grazie alla loro straordinaria energia ed al talento smisurato dei vari componenti della band. Il loro successo fu inarrestabile e, anche grazie all’album utilizzato per la colonna sonora al film Highlander, riuscirono a farsi conoscere da un numero sempre maggiore di appassionati, anche di cinema. Il film “Highlander-L’ultimo immortale” ebbe infatti un grande successo in tutto il mondo e fu oggetto di numerosi sequel e spin-off: si sprecano infatti i film, le serie tv ed i cartoni animati che ricalcano e cercano, seppur a volte in malo modo, di ripercorrere la storia narrata nel primo film. L’influenza della pellicola è evidente anche nel mondo dei giochi, come ad esempio “Highlander-L’ultimo McLeod”, edito nel 1995 e dalla grafica primitiva, strutturato in vari livelli di gioco e basato principalmente su duelli corpo a corpo, oppure la slot machine di Highlander di Betway Casinò, in cui sono rappresentati tutti i personaggi principali dell’omonimo film, tra cui su tutti Christopher Lambert. Inoltre vediamo poi anche “Highlander-The Game”, per Ps3 ed XBOX, uscito nel 2008, gioco di avventura che permette al giocatore di compiere diverse “missioni” in diversi contesti paesaggistici e storici, oppure il gioco da tavolo di Highlander

     

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    L’influenza delle loro opere

    Quello dei Queen nel mondo musicale fu un ingresso davvero dirompente, destinato a modificare per sempre la storia della musica contemporanea. Se da un lato la forza dei Queen risiede sicuramente nella qualità dei membri della band, tutti musicisti eccezionali che si sono ritagliati di diritto un posto nella storia della musica, dall’altro è rinvenibile nella loro capacità di rivoluzionare il concetto di rock, così come era stato inteso fino a quel momento. La musica dei Queen, infatti, non è catalogabile all’interno di un unico genere musicale ma, all’interno di ogni produzione, di ogni album e, spesso, di ogni singola canzone c’è una commistione di stili differenti che, grazie anche alla sintesi operata dall’incredibile voce di Freddie Mercury, rende la loro opera un unicum nella storia della musica. Molte sono state le band che hanno tratto ispirazione dal gruppo britannico, sia in termini di dinamica del brano che di commistione tra stili differenti, ma nessuna è riuscita ad avvicinarsi alla perfezione stilistica dei Queen. Un brano significativo in tal senso, può essere ad esempio “Innuendo”, contenuto nell’album omonimo, che, per circa tre minuti pare essere quasi un’opera lirica per poi esplodere, improvvisamente, in un assolo di chitarra, forse tra i più belli di sempre, di Brian May. Sta proprio in questo la forza dei Queen, nell’alternare e nel fondere, in un’armonia senza precedenti e forse inimmaginabile stili musicali agli antipodi come il rock, il pop e l’opera lirica.

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    Bohemian Rhapsody

    Quella che è probabilmente il manifesto dell’intera opera dei Queen è Bohemian Rhapsody, scritta e prodotta nel 1975: vero e proprio capolavoro che va a porsi come manifesto di tutta l’opera successiva del gruppo britannico. Già sull’origine del nome della canzone circolano diverse leggende: la più accreditata narra che Mercury volesse scrivere una canzone differente dal solito, dalla struttura non convenzionale, capace di fondere al proprio interno vari generi musicali, ed optò per il termine “rapsodia” perché meglio di altri avrebbe potuto spiegare ciò che il gruppo voleva rappresentare. Bohemian Rhapsody è generalmente riconosciuto come uno dei brani più belli e significativi dell’intera storia della musica anche se, nei fatti, il vero significato della canzone non è mai stato spiegato da Mercury. Numerosi sono i riferimenti alla vita pregressa, ai momenti di difficoltà della vita del cantante ed alle proprie esperienze religiose, tutti argomenti racchiusi alla perfezione in poco più di sei minuti di canzone. L’influenza del brano fu immensa e, nel giro di poco tempo, divenne il singolo più

    venduto in assoluto in Gran Bretagna ed uno dei dischi più venduti di sempre. L’importanza che la canzone riveste nella intera opera dei Queen è rappresentata ulteriormente dal fatto che in questi giorni, come ricordato da Il Giornale, è in uscita nelle sale di tutto il mondo il film che racconta proprio la storia dei Queen, dal loro esordio nel 1970, sino al concerto “Live Aid”, del 1985 , film intitolato proprio Bohemian Rhapsody. D’altronde, con che altro titolo avrebbe potuto essere riassunta l’intera storia del gruppo britannico?

    I Queen hanno profondamente rivoluzionato la storia della musica mondiale, influenzando prepotentemente non solo la cultura del anni ’80 e ’90 ma anche quella delle generazioni successive. Il personaggio, il cantante e l’uomo Freddie Mercury, o per meglio dire Farrokh Bulsara, vivrà per sempre nelle menti e nei cuori di tutti coloro che almeno una volta hanno avuto il privilegio di godere della sua incredibile voce.

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