Jerry Lee Lewis: arriva la musica del diavolo. 29 settembre 1935

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Jerry Lee Lewis: arriva la musica del diavolo
Jerry Lee Lewis: arriva la musica del diavolo

Jerry Lee Lewis. Molti critici dicono che della generazione americana che cambiò la musica (e la cultura del mondo) fosse Jerry il vero genio rivoluzionario.

Jerry il rivoluzionario lo era sicuramente negli atteggiamenti, tanto che la sua cavalcata nel mondo del successo fu breve, già finita nel 1958, uccisa da eccessi che non furono perdonati dall’America conservatrice che si scagliò su Lewis, pronta a prendersi la rivincita sul nuovo che stava cambiando il suo mondo secolare in ogni campo.

Rivoluzioni musicali. Ci furono anni in cui i teatri  dell’immenso granaio americano che era il sud  potevano assistere a pomeridiani musicali, in cui si susseguivano Jerry, Johnny Cash ed Elvis Presley.  Attimi irripetibili, tournee infinite in pullmino fra persone che avrebbero cambiato il corso della storia culturale e sociale, in esibizioni che si concludevano puntualmente con le mattane di Jerry.

Jerry Lee Lewis era il killer, come veniva soprannominato per la sua follia creativa, una frenesia capace di uccidere tutto quello che era venuto prima.

Jerry nacque in Lousiana, in una famiglia cristiana conservatrice. Fin da piccolo, si dimostrò diverso. Fu espulso dalla scuola proprio perchè riempì una cerimonia religiosa con la sua musica frenetica che dal quel momento fu chiamata “del diavolo”.

In realtà, diavolo, era il ritmo che stava prendendo i giovani nel primo dopoguerra, in un movimento che stava diventando subcultura e successivamente mercato.

Negli anni 50 venne naturale che la musica del diavolo si accoppiasse con i giovani. In questo matrimonio il successo di Jerry Lee Lewis fu prorompente, anche negli atteggiamenti. Pianoforti bruciati, tasti percossi coi piedi, follia che anticipava di un decennio le generazione psichedelica.

Jerry fu però crocifisso per la sua vita affettiva esagerata. Un primo matrimonio a 14 anni. Un secondo che durò i quattro anni del successo, fino allo scandalo definitivo. L’amore per la cugina tredicenne Myra, e il matrimonio, che lo isolò dal mondo. Fu arrestato. processato. Bandito. Gli fu chiesto di incidere sotto falso nome, per non perdere il suo genio musicale travolto dall’impossibilità di esibirsi dato che era inseguito da giudici e scandali.

Dopo il 1958, Jerry non apparve più in pubblico se non in concerti selezionati.

Visse, e vive, di incassi dei diritti, e suonando dove il suo cuore lo conduce.

Alla fine, però, una bella vita. Resta un monumento vivente, sopravvissuto agli amici di un tempo Elvis e Johnny.

Jerry Lee Lewis. Un genio che cambiò la musica, il modo di suonare e anche il modo di essere artista, rendendolo mestiere folle e violento, sopra le righe.

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