Atomica dell’Unione Sovietica. L’altra bomba.

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Atomica dell'Unione Sovietica. L'altra bomba. 29 agosto 1949
Atomica dell'Unione Sovietica. L'altra bomba. 29 agosto 1949

Atomica dell’Unione Sovietica.

Non si sapeva dove e quando, ma dopo la scelta americana di creare e usare l’atomica, era scontato che anche l’Unione Sovietica facesse esplodere la sua bomba nucleare.

E così, il 29 agosto 1949, alle ore 7, a Semipalatinsk, nel Kazakistan, in un poligono appositamente creato, esplode la replica comunista dell’atomica capitalista. Nel modo solito russo, di mischiare durezza e poesia, la bomba verrà chiamata “primo raggio”.

L’esplosione di “Primo Raggio” sarà la prima  di una lunga serie che urlerà un dato ben preciso: ad arma occidentale, si risponderà con un’arma simile o più potente, in oriente.  In pratica, ad ogni atto “capitalista”, che sia militare, politico, diplomatico, si risponderà con uno “comunista”.

Il 29 agosto 1949, nell’enorme bagliore dell’atomica dell’Unione Sovietica, possiamo dunque collocare l’inizio della guerra fredda?

No, in un certo senso essa era da sempre in corso dopo la rivoluzione del 1917, anche mentre i due blocchi, alleati, correvano verso Berlino. Probabilmente il primo scontro si realizzò attorno alla sorte dello zar, da una parte da salvare, e dall’altra da cancellare dalla faccia della terra.

Gli anni trenta videro ancora i due opposti mondi contendersi il potere, anche se dovettero scendere a patti, per annientare una terza visione, quella nazista.

Dopo l’esplosione della bomba gettata da Enola Gay in Giappone, attorno ai progetti del nucleare americano furono sguinzagliate tutte le migliori spie  di Stalin.

Fu una ricerca capillare, che funzionò egregiamente, tanto da stupire l’occidente per la velocità con cui fu fatta esplodere la prima atomica dell’Unione Sovietica (la Cia aveva stimato quell’evento a non prima del 1953).

Padre dell’atomica sovietica fu Igor Vasilevič Kurčatov, uno scienziato che accompagnò l’URSS nella sua nascita di potenza nucleare. Di nucleare, Igor morì anche eroicamente, quando nel 1957 fu coinvolto nell’incidente di Majak, una esplosione ancora più violenta di quella di Chernobyl. Nel tentativo di controllare il disastro, Kurčatov si espose alla radioattività, cosa che minò la sua salute. Morì tre anni dopo.

Dopo la Russia, molte altre nazioni impugnarono il nucleare, tanto che le esplosioni test diventarono anche fatto di “costume”.

Ma quella è altra storia.

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